A………………..(Comune o ASL)
Io
sottoscritto/a ………………………………………………………………
nato/a…………………………………………………………………………
il………………………………………………………………………………
residente
in……………………………………………………………………
Via/Piazza……………………………………………………………………
essendo stato/a riconosciuto/a dalla Commissione
sanitaria per l’accertamento dello stato di handicap
dell’Azienda Sanitaria Locale n. ….. di ……………. in data ………………. persona con handicap in situazione di gravità ai
sensi del comma 3 dell’art. 3 della Legge 5 febbraio 1992, n. 104
sotto la mia responsabilità, ai sensi dell’articolo 4 della legge n. 15/68 e
successive modifiche, della legge n. 127/97 e successive modifiche, del D.P.R.
n. 403/98:
di non poter svolgere autonomamente le seguenti attività della mia vita quotidiana ………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………
per i
seguenti motivi:
………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………
Dichiaro
altresì di non poter svolgere tali attività mediante sussidi tecnici,
informatici, protesi o altre forme di sostegno per i seguenti motivi:
……………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………..………………………………………………………..
Non
posso farmi aiutare dai miei familiari per il/i seguente/i motivo/i:
- vivo da solo/a e codesto Ente è tenuto a rispettare
questa mia esigenza sia perché riconducibile all’inviolabilità delle libertà
garantita dall’art. 2 della Costituzione e all’eguaglianza formale e
sostanziale prevista dall’art. 3 della Costituzione, e sia per il fatto che si
tratta di un’esigenza tutelata direttamente dalla Legge n. 104 cit. e dalla
Legge regionale della Toscana 3 ottobre 1997, n. 72 ogniqualvolta sono
richiamate la libertà e la dignità dell’individuo e le sue esigenze di vita
indipendente.
OPPURE
- voglio andare a vivere da solo/a e codesto Ente è
tenuto a rispettare questa mia esigenza sia perché riconducibile
all’inviolabilità delle libertà garantita dall’art. 2 della Costituzione e
all’eguaglianza formale e sostanziale prevista dall’art. 3 della Costituzione,
e sia per il fatto che si tratta di un’esigenza tutelata direttamente dalla
Legge n. 104 cit. e dalla Legge regionale della Toscana 3 ottobre 1997, n. 72
ogniqualvolta sono richiamate la libertà e la dignità dell’individuo e le sue
esigenze di vita indipendente.
OPPURE
- vivo con il/la mio/a partner e non posso rinunciare
alla condizione di eguaglianza prevista dall’art. 3 della Costituzione e alle
libertà garantite dall’art. 2 della Costituzione come inviolabili. Da questo
consegue che le mie difficoltà psico-fisiche e/o sensoriali non possono e non
devono essere gestite in modo da pregiudicare i diritti e i rapporti fra i
singoli soggetti del mio nucleo familiare, come previsto dal comma 2 dell’art.
22 della Legge regionale della Toscana 3 ottobre 1997, n. 72. Parimenti non
intendo approfittare eccessivamente dell’aiuto del/la mio/a partner perché le mie difficoltà
psico-fisiche e/o sensoriali non possono e non devono essere gestite in modo da
pregiudicare “l’armonico sviluppo delle relazioni familiari e della coppia”,
come previsto dalla lett. e) comma 3 dell’art. 22 della Legge regionale della
Toscana n. 72 cit. E anche dal comma 2 dell’art. 16 della Legge 8 novembre
2000, n. 328, laddove impone di tener conto dell'esigenza di “…………. riconoscere
l'autonomia di ciascun componente della famiglia”. Il che acquista ancor più
rilievo in considerazione del fatto che si tratta di disposizioni approvate in
attuazione dell’inviolabilità delle libertà garantita dall’art. 2 della
Costituzione e dell’eguaglianza formale e sostanziale prevista dall’art. 3
della Costituzione.
OPPURE
- voglio andare a vivere con il/la mio/a partner e non posso rinunciare alla
condizione di eguaglianza prevista dall’art. 3 della Costituzione e alle
libertà garantite dall’art. 2 della Costituzione come inviolabili. Da questo
consegue che le mie difficoltà psico-fisiche e/o sensoriali non possono e non
devono essere gestite in modo da pregiudicare i diritti e i rapporti fra i
singoli soggetti del mio nucleo familiare, come previsto dal comma 2 dell’art.
22 della Legge regionale della Toscana 3 ottobre 1997, n. 72. Parimenti non
posso approfittare eccessivamente dell’aiuto del/la mio/a partner perché le mie difficoltà psico-fisiche e/o sensoriali non
possono e non devono essere gestite in modo da pregiudicare “l’armonico
sviluppo delle relazioni familiari e della coppia”, come previsto dalla lett.
e) comma 3 dell’art. 22 della Legge regionale della Toscana n. 72 cit. E anche
dal comma 2 dell’art. 16 della Legge 8 novembre 2000, n. 328, laddove impone di
tener conto dell'esigenza di “…………. riconoscere l'autonomia di ciascun
componente della famiglia”. Il che acquista ancor più rilievo in considerazione
del fatto che si tratta di disposizioni approvate in attuazione
dell’inviolabilità delle libertà garantita dall’art. 2 della Costituzione e
dell’eguaglianza formale e sostanziale prevista dall’art. 3 della Costituzione.
OPPURE
- vivo con i miei genitori e non posso approfittare
eccessivamente del loro aiuto perché le mie difficoltà psico-fisiche e/o
sensoriali non possono e non devono essere gestite in modo da pregiudicare i
diritti e i rapporti fra i singoli soggetti del mio nucleo familiare, come
previsto dal comma 2 dell’art. 22 della Legge regionale della Toscana 3 ottobre
1997, n. 72. Parimenti non intendo approfittare eccessivamente dell’aiuto dei
miei genitori perché le mie difficoltà psico-fisiche e/o sensoriali non possono
e non devono essere gestite in modo da pregiudicare “l’armonico sviluppo delle
relazioni familiari e della coppia”, come previsto dalla lett. e) comma 3
dell’art. 22 della Legge regionale della Toscana n. 72 cit. Va considerato
infatti che, pur vivendo con loro, intendo sviluppare le mie peculiarità, e
quindi la mia indipendenza, di individuo come qualsiasi altra persona mia
coetanea. E si tratta di un’esigenza tutelata dalle disposizioni regionali
appena menzionate nonché dal comma 2 dell’art. 16 della Legge 8 novembre 2000,
n. 328, laddove impone di tener conto dell'esigenza di “…………. riconoscere
l'autonomia di ciascun componente della famiglia”. Il che acquista ancor più
rilievo in considerazione del fatto che si tratta di disposizioni approvate in
attuazione dell’inviolabilità delle libertà garantita dall’art. 2 della Costituzione
e dell’eguaglianza formale e sostanziale prevista dall’art. 3 della
Costituzione.
OPPURE
- vivo con altre persone e non posso rinunciare alla
condizione di eguaglianza prevista dall’art. 3 della Costituzione e alle
libertà garantite dall’art. 2 della Costituzione come inviolabili, tanto più
considerando che nessuno di loro ha alcun obbligo specifico nei miei confronti
in tema di assistenza personale per la vita indipendente.
OPPURE
- voglio andare a vivere con altre persone e non posso
rinunciare alla condizione di eguaglianza prevista dall’art. 3 della
Costituzione e alle libertà garantite dall’art. 2 della Costituzione come
inviolabili, tanto più considerando che nessuno di loro ha alcun obbligo
specifico nei miei confronti in tema di assistenza personale per la vita
indipendente.
Vanno
poi rilevati i limiti che la lett. b) del comma 1 dell’art. 4, il comma 1
dell’art. 52 e il comma 4 dell’art. 55 della Legge regionale 3 ottobre 1997, n.
72, pongono la istituzionalizzazione delle persone con disabilità. Una delle
conseguenze di questi limiti è che le alternative al ricovero in istituto
devono essere concretamente attuate dagli enti locali, per cui non può
trattarsi di alternative astratte, ma devono consistere in soluzioni adeguate
ad evitare in concreto l’istituzionalizzazione a domicilio. Perciò ritengo che
la mia richiesta debba essere presa in considerazione nel suo complesso, ossia
in tutte le sue articolazioni. Ciò per evitare che la parzialità delle risposte
si traduca concretamente in differenti, ma comunque inammissibili, limitazioni
della mia libertà personale.
Tutto questo è per me decisivo perché non mi basta vegetare nella mia abitazione, bensì intendo vivere la mia vita in modo tale da non pregiudicare sia la mia libertà e la mia dignità che la possibilità concreta di vivere secondo le mie convinzioni personali come previsto dal comma 4 dell’art. 1 e dal comma 2 dell’art. 45 della Legge regionale n. 72 cit.
Faccio
poi presente che, in conformità al disposto della Legge regionale n. 72 cit.
lett. i) del comma 4 dell'art. 1, comma 1 dell'art. 2 e art. 55, intendo
utilizzare pienamente e valorizzare tutte le mie notevoli capacità “residue”.
Inoltre, in conformità al disposto della Legge regionale n. 72 cit., comma 4
dell'art. 2, comma 4 dell'art. 6, comma 5 dell'art. 44, comma 3 dell'art. 45 e
comma 3 dell'art. 55, intendo vivere pienamente tutte le mie peculiarità. Per
cui diventa rilevante tener conto che la valorizzazione delle mie capacità e
delle mie peculiarità, in una serie di circostanze, è possibile soltanto con
una assistenza personale veramente conforme alle mie necessita e alla mia
personalità.
Faccio inoltre presente che, in conformità al disposto
della Legge regionale n. 72 cit., lett. a) e f) del comma 4 dell'art. 1, lett.
e) e g) del comma 1 dell'art. 4, comma 4 dell'art. 26 e comma 2 dell'art. 49,
non posso affatto rinunciare alla mia privacy.
Poiché questo diritto, riconosciuto dalle disposizioni appena evidenziate, va
evidentemente garantito in concreto, diventa rilevante sottolineare che ciò può
accadere soltanto se posso usufruire di un assistenza personale veramente
individualizzata.
Per tutti questi motivi intendo avvalermi del mio diritto di fare vita indipendente come riconosciuto in primo luogo dalla lett. l-ter) del comma 2 dell'art. 39 della Legge n. 104 del 1992 cit., così come modificato dalla lett. c) del comma 1 dell'art. 1 della Legge 21 maggio 1998, n. 162. In proposito intendo sottolineare che la mia intenzione di fare vita indipendente non è questione per niente secondaria e deve essere tenuta nella massima considerazione da codesto Ente. Infatti in proposito la disposizione di legge appena menzionata stabilisce espressamente che si tratta di “garantire il diritto alla vita indipendente”. A ciò va aggiunto, con rilievo determinante, che la mia esigenza di vivere in maniera indipendente e autodeterminata è tutelata, in modo vincolante per codesto Ente, anche dal comma 4 dell'art. 46 e dal comma 3 dell'art. 55 della Legge regionale n. 72 cit. E, a conferma dell’imprescindibilità della necessità di salvaguardare le esigenze di vita indipendente delle persone con disabilità, sta il fatto che il punto 3.7 della Deliberazione del Consiglio regionale n. 228 del 15/07/1998 “Approvazione ‘Piano integrato sociale regionale” stabilisce espressamente che la formazione, l’aggiornamento e la riqualificazione degli operatori devono avvenire “secondo i principi” della LR 72/97.
Per fare vita indipendente, in considerazione delle attività quotidiane elencate sopra che non posso svolgere autonomamente, e neppure ricorrendo agli ausili tecnici, necessito dell'assistenza personale prevista dal comma 1 dell'art. 9 della Legge n. 104 cit. e dall'art. 49 della Legge regionale n. 72 cit.
Più in particolare necessito di ........... ore di assistenza personale alla settimana, per un totale di ore ...... mensili.
Per far fronte alle mie esigenze tali ore di assistenza personale devono essere così articolate
.............................................................................................................................……………………………………………………………………………...
Sottolineo che non posso rinunciare a nessuno delle ore di assistenza personale sopra esposte. Inoltre non posso fare a meno dell'articolazione oraria appena elencata. Infatti soltanto con tale monte ore settimanali e con questa articolazione oraria mi è possibile esercitare pienamente tutte le mie libertà e tutte le mie esigenze senza incidere sulla mia dignità come disposto dalla Legge regionale 72 cit. comma 1 dell'art. 4 e comma 2 dell'art. 45. Inoltre soltanto con il monte ore settimanale da me richiesto, ed esclusivamente con l'articolazione oraria a me necessaria mi è possibile valorizzare pienamente le mie capacità e le mie peculiarità come previsto dalla Legge regionale n. 72 cit. lett. i) del comma 4 dell'art. 1, commi 1 e 4 dell'art. 2, comma 4 dell'art. 6, comma 5 dell'art. 44, comma 3 dell'art. 45, commi 2 e 3 dell'art. 55. Inoltre il comma 1 dell’art. 3 della Legge 8 novembre 2000, n. 328, impone a codesto Ente, nell’organizzare i servizi pubblici, di tener conto dei parametri della qualità e dell’efficacia. Pertanto diventa essenziale rilevare che, in riferimento alle mie necessità di assistenza personale, un eventuale servizio di assistenza personale, ipoteticamente prestato da obiettori di coscienza o da volontari non può essere in alcun modo soddisfacente per i seguenti motivi:
………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………
Rilevato che, ai sensi del comma 2 dell'art. 9 della Legge n. 104 cit., il ricorso agli obiettori di coscienza e al volontariato è solo aggiuntivo rispetto alle prestazioni retribuite, che devono essere evidentemente quelle principali, e considerato che l’assistenza personale da me richiesta con la presente mi è interamente necessaria per svolgere esclusivamente le funzioni essenziali della mia vita, chiedo che tutta l’assistenza personale da me richiesta con la presente mi venga riconosciuta sotto forma di assistenza personale retribuita.
Sottolineo che intendo avvalermi della libertà di scelta garantita direttamente dall'art. 5 della Legge n. 104 cit. e dalla Legge regionale n. 72 cit. lett. a) ed f) del comma 4 dell'art. 1, comma 4 dell'art. 26 e comma 2 dell'art. 49. Tale libertà di scelta è garantita anche dalla lett. b) comma 1 dell'art. 4 della Legge regionale n. 72 cit. Infatti in questa ultima disposizione è previsto il diritto per l'utente “ad esprimere il consenso sul tipo di prestazione”. Volendo così ulteriormente evidenziare che la prestazione deve essere conforme alle mie esigenze.
Pertanto, fra le prestazioni previste dalla Legge regionale n. 72 cit., intendo avvalermi degli interventi di sostegno economico previsti dagli artt. 46 e 49 della medesima Legge regionale.
A tal fine faccio presente che riesco a trovare persone capaci di prestarmi idonea assistenza personale soltanto a €. ...... orarie nelle ore feriali diurne, a €. ...... orarie nelle ore feriali notturne, a €. ...... orarie nelle ore festive diurne, a €. ...... orarie nelle ore festive notturne.
Inoltre
ricordo, come esposto sopra, che in totale mi servono ...... ore mensili di
assistenza personale.
Per cui in totale per l'assistenza personale a me necessaria mi sono indispensabili €. .......... mensili.
Faccio presente che, poiché la legislazione vigente mi assicura di diritto alla libertà di scelta fra le prestazioni, e poiché questo diritto può esistere solo se garantito in concreto, è evidente che non vale un alcun modo nessuna eventuale argomentazione in base alla quale all'assistenza personale indiretta venissero destinate meno risorse che per l'assistenza diretta.
Non mi può neanche essere obbiettato da codesto servizio che non ci sono sufficienti risorse a disposizione. Infatti l'assistenza personale da me richiesta mi è indispensabile per esercitare quelle libertà che la Costituzione qualifica come inviolabili. Tant'è vero che anche il comma 1 dell'art. 4 della Legge 72 cit. fa riferimento al fatto che il rispetto della libertà e della dignità della persona è inviolabile. E anche la Legge n. 162 del 1998 cit., a proposito della vita indipendente dispone che si tratta di “garantire il diritto”. Ad ulteriore conferma del fatto che codesto Ente deve comunque reperire i fondi necessari per l’assistenza personale per la vita indipendente c’è il fatto che la Legge n. 328 cit. stabilisce al comma 3 dell’art. 2 che “I soggetti ……. con incapacità totale o parziale di provvedere alle proprie esigenze per inabilità di ordine fisico e psichico ………….. accedono prioritariamente ai servizi e alle prestazioni erogati dal sistema integrato di interventi e servizi sociali” e che, comma 2 dell’art. 2, nel “.. livello essenziale delle prestazioni sociali ..” ci sono anche le “… misure economiche per favorire la vita autonoma e la permanenza a domicilio di persone totalmente dipendenti o incapaci di compiere gli atti propri della vita quotidiana”. Per cui è evidente che è dovere degli organi della Repubblica a ciò preposti trovare i fondi necessari a questo fine.
Non posso pagare da me, neppure in misura parziale, queste spese. Il fatto è che l’art. 2 della Costituzione associa la solidarietà al godimento delle libertà inviolabili, l’art. 3 della Costituzione fa riferimento all’eguaglianza concreta, l’art. 38 della Costituzione accanto al mantenimento mette anche l’assistenza sociale. Coerentemente con ciò la Legge n. 162 cit. e la Legge regionale n. 72 cit. pongono il parametro della vita indipendente. Tutto questo vuol dire che, al netto del costo per l’assistenza personale, il denaro che mi rimane concretamente a disposizione per vivere dev’essere significativamente superiore a quello sufficiente per il mero mantenimento. Deve cioè trattarsi di un reddito idoneo a consentire almeno quel minimo di mobilità, di relazioni sociali e di attività culturali al disotto delle quali non si può parlare di vita indipendente. Il mio reddito netto mensile è di L. ............... e la mia situazione patrimoniale è ................ per cui, se dovessi far fronte anche solo parzialmente alle spese per l’assistenza personale, non avrei i mezzi materiali per vivere in maniera indipendente. Pertanto chiedo che codesto Ente provveda a coprire tutte le spese per la mia assistenza personale.
Considerato
che l’ente pubblico non può far conto sugli obblighi alimentari dei congiunti
dell’utente (sentenza del Tribunale di Verona del 14 maggio 1996 e anche il
comma 6 dell’art. 2 del D. Legisl. 31 marzo 1998, n. 109, così come sostituito
dall'art. 2, del D. Legisl. 3 maggio 2000, n. 130), e che lo stesso principio
vale anche per il delitto di omessa “assistenza familiare” (art. 570 del cod.
pen.) dal momento che è punibile soltanto a querela della parte offesa, faccio
presente che non intendo in alcun modo gravare i miei familiari dell’ulteriore
fardello del costo della mia assistenza personale. Pertanto per la copertura
del costo dell’assistenza personale per la mia vita indipendente codesto Ente
non può far conto sulla partecipazione della mia famiglia. Questo perché
intendo vivere nelle condizioni di eguaglianza e di inviolabilità delle libertà
previste dagli artt. 2 e 3 della Costituzione. Inoltre codesto Ente non può
costringermi a chiedere del denaro alla mia famiglia perché ho necessità di
vivere in maniera indipendente, come previsto dalla Legge n. 162 cit. e dalla
Legge regionale n. 72 cit. Infine, a proposito delle medesime spese per la mia
assistenza personale, codesto Ente non può far conto sulla partecipazione della
mia famiglia perché si tratta di spese cospicue, che pregiudicherebbero in
maniera irreparabile la serenità e l'armonico sviluppo delle relazioni familiari,
mentre la Legge regionale n. 72 cit. art. 22 comma 2 e comma 3 lett. e) vieta
la compromissione di questi valori fondamentali.
E’ altresì vero che percepisco l’indennità di accompagnamento, ma questa, che non costituisce reddito, non può essere presa in considerazione ai fini della presente richiesta perché è già impegnata per le seguenti mie necessità di mobilità e/o di assistenza personale
………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………….……………………………………………………
Pertanto chiedo che codesto Ente mi eroghi €. ................... mensili per consentirmi di pagare l'assistenza personale di mia scelta destinata alle necessità esposte in precedenza..
Poiché il punto 3.6 della Deliberazione del Consiglio regionale n. 228 del 15/07/1998 “Approvazione ‘Piano integrato sociale regionale” stabilisce che i regolamenti comunali devono prevedere “ … la continuità dell’assistenza permanendo la situazione registrata nella presa in carico ….. e la non interruzione del percorso assistenziale”, chiedo che alla fine del corrente anno e dei successivi anni, fino a ché non vi sia una variazione nelle mie necessità, codesto ente provveda automaticamente a rinnovare il valore reale dell'erogazione da me chiesta senza costringermi a ripetere continuamente le stesse richieste e tenendo conto del tasso d’inflazione.
Poiché l'assistenza personale mi è immediatamente indispensabile per vivere e considerato il disposto della lett. h) del comma 4 dell’art. 1 della Legge regionale n. 72 cit., chiedo che questa mia richiesta venga accolta totalmente in tempi brevissimi.
In alternativa chiedo una risposta adeguatamente motivata per ogni punto della mia richiesta e in tempi rapidi in conformità al combinato disposto della Legge nazionale 7 agosto 1990, n. 241, della Legge regionale 20 gennaio 1995, n. 9, e delle lett. h) del comma 4 dell’art. 1 e delle ultime parole della lett. g) del comma 1 dell'art. 4 della Legge regionale n. 72 cit. In difetto mi riservo di ricorrere a rimedi giurisdizionali.
(Luogo
e data) ……………..
(Firma)…………………………
|
Annotazione estremi del Documento d’Identità
……………………………………………………. Firma
apposta dal DICHIARANTE in presenza di ……………………………………………………. OPPURE Presentata
copia del Documento d’Identità ……………………………………………………. |