CORRIERE DI LUCCA

12/06/2005

 

Altopascio - Organo consultivo dell’amministrazione per finalità di solidarietà sociale

 

Lotta alle barriere architettoniche

 

Iniziativa dell’opposizione per fondare un comitato

 

Maria Panattoni

 

ALTOPASCIO - Un comitato tecnico che affronti in maniera seria ed efficace i disagi vissuti dai diversamente abili. Questo è l’ultimo progetto ideato dal grup­po consiliare di minoranza “Pro­getto per Altopascio”, e posto ie­ri all’attenzione del sindaco. Una proposta che Mario Sarti, capogruppo dell’opposizione, aveva già annunciato durante l’ultimo consiglio, e che prospet­ta da parte dell’intera amministrazione, e non solo, un impe­gno concreto mirato a confrontar­si su cosa significhi essere diver­samente abili. “La condizione di svantaggio non è un fatto oggetti­vo che appartiene alle persone disabili - precisano i promotori del progetto - bensì una relazio­ne sociale, un rapporto fra le li­mitazioni funzionali che le perso­ne vivono e le risposte che la società offre ai loro specifici biso­gni. E’ pertanto inappropriato li­mitare il concetto di barriere ar­chitettoniche alla rampe di scale da superare, come invece succede. “Oltre le barriere”, così si chiamerà il comitato, avrà la funzione di organo progettuale, consultivo, di proposta e verifica di eventuali interventi per l’ab­battimento delle barriere archi­tettoniche negli edifici pubblici, privati di utilità pubblica, nelle aree esterne e verdi del nostro territorio”. Uno strumento, quin­di, sia di studio della situazione di Altopascio che d’azione, composto dagli amministratori comunali, da una rappresentante del Punto Handy, da esperti del settore ed aperto alle associazioni non profit che si occupano di tale problematica. “Con questo nuovo organismo – proseguono i consiglieri di minoranza – vogliamo esclusivamente perseguire una finalità di solidarietà sociale, che riteniamo raggiungibile non solo attraverso la promozione della cittadinanza e della partecipazione attiva, che diviene crescita culturale, ma anche coinvolgendo i soggetti pubblici e privati, le autorità civili, politiche e religiose”. Sono state inoltre individuate cinque fasi per l’attuazione: costituzione del comitato; attività di osservatorio e creazione di una mappa dei luoghi e delle istituzioni locali dove sono presenti barriere architettoniche; realizzazione di progetti per eliminarle; organizzazione di seminari sul tema in questione; verifica periodica dell’operato.