Il presidente del Comitato “Oltre le barriere” Dott.ssa
Francesca Pieretti ha sottoposto ai membri del Comitato lunedì 20 febbraio
presso la Sala Consiliare di Altopascio il progetto dal titolo: “SportivAmente
Insieme”.
Con tale progetto si propone all’Amministrazione di abbattere tutte le barriere
architettoniche presenti nel campo sportivo di Altopascio.
L’idea del progetto è nata anche dalla forte convinzione che il tempo libero e
lo sport non deve essere una possibilità riservata ad una ristretta minoranza
di persone, come accadeva negli anni passati, ma una opportunità che tocca da
vicino tutti i cittadini.
Il problema del tempo libero, che interessa il mondo della disabilità in
maniera speciale, è considerato, a volte marginale o comunque poco
significativo rispetto a più urgenti ed inquietanti tematiche riguardanti la
vita e l’impegno della collettività.
Si ritiene, infatti, di dover considerare la “valenza educativa del tempo
libero” non semplicemente la sua “convenienza”. Nel sano e ben orientato
impiego del tempo libero si devono tenere in considerazione alcuni dei valori
formativi della personalità: il dialogo, il confronto, il servizio, l’amicizia,
le attività fisico-motorie.
Valori che si concretizzano nelle attività ludico sportive in sorprendenti
esperienze umane, nell’accoglienza e nella collaborazione tra disabili, tra
adulti, tra anziani, tra Associazionismo culturale, sportivo ed Enti Locali. In
questa riscoperta del concetto di tempo libero, come tempo indispensabile alla
formazione globale dell’uomo, in particolare anche per le persone disabili, si
rinsalda la dicotomia fra tempo libero e tempo impegnato.
Durante lo svolgersi della riunione il presidente del Comitato ha
sottolineato che la preoccupazione dell’Amministrazione Comunale, - oggi
considerata come Ente più vicino ai cittadini – deve essere quella di evitare
che il tempo libero alimenti nelle persone diversamente abili fenomeni di
insensibilità culturale, e quindi, di assoluta deresponsabilizzazione.
La partecipazione al tempo libero deve essere inteso come una risposta, nelle
forme più libere, ai vari bisogni di cittadinanza e alle dinamiche proprie
delle cosiddette società complesse.
Ecco perché proprio attraverso lo sport vissuto anche come semplice spettatore
si può promuovere la cultura dell’integrazione che valorizzi la diversità e dia
opportunità di crescita a tutti i soggetti coinvolti. Per i disabili proprio il
diritto al tempo libero è spesso quello meno considerato e, di fatto, il meno
assicurato: a causa di quelle barriere che impediscono l’accessibilità e la
mobilità resta spesso un diritto negato.
Il progetto è stato approvato all’unanimità dai membri del Comitato, ora
saranno sottoposto alla ratifica nel prossimo Consiglio Comunale.