COSTRUIRE LE PARI OPPORTUNITÀ

 

PREMESSA

 

Nella nostra società il disagio e la disabilità sono realtà da assistere e non da compatire.
Questa nota polemica vuole essere una provocazione per cambiare le cose.
"Costruire le pari opportunità" è un manuale per tecnici, architetti, geometri, ingegneri e amministratori che continuano ad applicare normative in modo sterile e quindi inadeguato. L'Ufficio del Consigliere Delegato per i Problemi dell'Handicap del Comune di Roma ha la "presunzione" di voler eliminare le barriere culturali di chi progetta barriere architettoniche.
La città deve essere per tutti, siano questi anziani, obesi, mamme col passeggino, calciatori infortunati, o "sfigati" con disabilità.
Gli strumenti tecnici ci sono; noi li sottoponiamo alla vostra attenzione per arricchirvi di un patrimonio di conoscenze che anche nella scuola, in tutti i suoi ordini e gradi, non si insegna.
Il nostro è un paese ricco di norme e di leggi all'avanguardia per l'eliminazione delle barriere architettoniche ma si continua a progettare senza rispetto di queste.
Per questo "Costruire le pari opportunità"; un manuale che ha l'obiettivo di non fornire alibi a chi continua a crearseli.
Con la convinzione di aver fatto un lavoro "accessibile" a tutti quelli che devono garantire accessibilità alla nostra città.
Spero di incontrarvi su una rampa.

                                                                     Ileana Argentin

                           Consigliere Delegato per i Problemi dell'Handicap del Comune di Roma

INTRODUZIONE

Molto spesso i progettisti a fronte del problema dell'eliminazione delle barriere architettoniche rispondono che i loro progetti o le loro strutture sono a "norma", perché prevedono "rampe" e "servizi igienici accessibili", come se questi fossero gli unici parametri per valutare l'accessibilità di una struttura. Non è poi raro che le "rampe" presentino la massima pendenza consentita e i servizi igienici siano realizzati secondo uno schema obsoleto, dalle dimensioni interne 1.80 m. x 1.80 m., previsto nel D.P.R. 384/78, decreto rivisto integralmente e superato dal piu recente D.P.R. 503/96.
Un'ulteriore considerazione riguarda lo stereotipo dell'individuo disabile, che viene spesso visto unicamente come la persona su sedia a ruote. Probabilmente è lo stesso simbolo internazionale dell'accessibilità a generare l'equivoco, mentre si deve considerare che la disabilità può non essere sempre visibile, oppure può essere temporanea, includendo in questa condizione almeno il 20% della popolazione, tra cui: gli anziani (con il numero in costante crescita), i menomati sensoriali (non udenti, non vedenti ed ipovedenti: tra questi rientrano anche molti anziani), i cardiopatici, le donne in stato di gravidanza o con un passeggino, i bambini, le persone affette da nanismo, gli individui convalescenti a seguito di un'operazione o con un'ingessatura agli arti inferiori, ecc.
La realizzazione degli interventi di adeguamento rende spesso i manufatti antiestetici e più appariscenti proprio per la loro bruttezza, come a voler evidenziare che sono stati realizzati perchè imposti dalla legge e non integrati al progetto complessivo. Troppo spesso l'accessibilità viene vista come una verifica a posteriori del progetto e non come parte integrante del processo edilizio: "purtroppo non si pensa ancora in maniera accessibile prima di progettare o decidere la soluzione da adottare". Pensare in maniera "accessibile" vuol dire soprattutto rendere l'ambiente sicuro, confortevole e qualitativamente migliore per tutti i potenziali utilizzatori, poiché progettare per coloro che si trovano nella situazione di svantaggio maggiore non può che avere una ricaduta positiva anche sugli individui che si trovano in condizioni psicofisiche normali. Quest'approccio è in campo internazionale conosciuto come "universal design", che può essere definito come: "progettazione di oggetti ed ambienti utilizzabili dalla maggior parte degli individui a prescindere dalla loro età e capacità psicofisica" (The design of products and environments to be usable to the greatest extent possibile by people of all ages and abilities).¹
La trattazione che segue non ha la pretesa di essere esaustiva su un argomento, di per se molto vasto, né tantomeno di porsi in maniera dogmatica in un contesto dinamico e ricco di idee costantemente in evoluzione, ma vuole offrire una panoramica complessiva delle problematiche inerenti l'accessibilità, corroborando i dettami normativi con esemplificazioni grafiche e consigli di esperienza, con un occhio attento alle realizzazioni italiane ed anche straniere.
Sono molti e diversi gli sviluppi che derivano dall'interpretazione della vigente normativa, molte le soluzioni innovative e le proposte, sulle quali stanno lavorando commissioni e gruppi di ricerca.
Per quanto riguarda i disabili visivi, per esempio, i criteri progettuali proposti tengono conto delle indicazioni fornite dal "Gruppo di Coordinamento delle Iniziative per la mobilita dei disabili visivi", composto dalle Associazioni di non vedenti di Roma; per quanto attiene i disabili uditivi si sono recepite le indicazioni fornite da alcuni testi stranieri specifici sull'argomento (francesi, statunitensi e inglesi del RNID - Royal National Institute for Deaf People).
La divisione in capitoli consente di enucleare macrotemi di intervento: "aree esterne", "aree verdi", "edifici pubblici", "trasporti", "edifici storici ed aree archeologiche", secondo uno schema che ricalca anche le divisioni di competenze dei vari Dipartimenti del Comune di Roma.

                                                                        
____________

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

CAPITOLO 1
BARRIERE ARCHITETTONICHE E SENSORIALI

1.1 Definizione di barriera architettonica

"Per barriere architettoniche si intendono:
gli ostacoli fisici che sono fonte di disagio per la mobilità di chiunque ed in particolare di coloro che, per qualsiasi causa, hanno una capacità motoria ridotta o impedita in forma permanente o temporanea;
gli ostacoli che limitano o impediscono a chiunque la comoda e sicura utilizzazione di parti, attrezzature o componenti;
la mancanza di accorgimenti e segnalazioni che permettono l'orientamento e la riconoscibilità dei luoghi e delle fonti di pericolo per chiunque e in particolare per i non vedenti, per gli ipovedenti e per i sordi."
Così vengono definite le "barriere architettoniche" all'art. 1 del D.P.R. 24 luglio 1996, n. 503 ("Regolamento recante norme per l'eliminazione delle barriere architettoniche negli edifici, spazi e servizi pubblici"), riprendendo quanto già espresso nell'art. 2 del D.M. 14 giugno 1989, n. 236 ("Prescrizioni tecniche necessarie a garantire l'accessibilità, l'adattabilità e la visitabilità degli edifici privati e di edilizia residenziale pubblica sovvenzionata ed agevolata, ai fini del superamento e dell'eliminazione delle barriere architettoniche").
Nella definizione di "barriera architettonica" viene postulato e messo bene in evidenza che il problema di relazione con la città e/o con le sue parti o componenti riguarda "chiunque" e quindi tutti gli individui, precisando poi di prendere in considerazione le esigenze delle persone con impedita o ridotta capacità motoria e dei non vedenti, ipovedenti e sordi. In sostanza il legislatore intende evidenziare che, tenendo in debito conto le esigenze connesse alla fruibilità ambientale dei disabili motori e sensoriali, si rendono gli spazi comodi e sicuri e si migliora la qualità della vita di tutti i cittadini.
Da quanto precede, discendono due assunti fondamentali, strettamente correlati tra loro:
un quadro esigenziale più esteso, connesso ad un profilo di "utenza ampliata", che prende in considerazione dei riferimenti antropometrici non più connessi a quelli di un individuo "normodotato" ideale, ma tiene conto che disabile può essere considerato almeno il 20% della popolazione complessiva, secondo i dati dell'Organizzazione Mondiale della Sanità;
un concetto ampliato di "barriera architettonica", che non è solo un salto di quota da superare con una rampa, come spesso si intende, interpretando in maniera superficiale e distratta la legge, ma può essere costituita da elementi della più svariata natura, da limitazioni percettive, oltre che fisiche, o da particolari conformazioni degli oggetti e dei luoghi che possono risultare fonte di affaticamento, di disagio, etc.
Questi due temi meritano un approfondimento, che prelude qualunque trattazione di carattere tecnico di argomenti specifici, poiché aiutano ad affrontare problemi progettuali anche nuovi o non trattati nei manuali con una giusta ottica e secondo i principi dell'universal design, ovvero di una progettazione che contempli le esigenze di tutti.

1 - BARRIERE ARCHITETTONICHE E SENSORIALI

1.2 Antropometria e quadro esigenziale

Al di là della definizione di disabilità data dalla legge n. 104/92 "Legge quadro per l'assistenza, l'integrazione sociale e i diritti delle persone handicappate", che considera la "persona handicappata colui che presenta una minorazione fisica, psichica o sensoriale, stabilizzata o progressiva, che è causa di difficoltà di apprendimento, di relazione o di integrazione lavorativa e tale da determinare un processo di svantaggio sociale o di emarginazione", sono da considerare altre importanti variabili, rappresentate dal grado di autonomia della persona nelle funzioni della vita quotidiana, dal contesto e dal quadro organizzativo che sostiene e accompagna la persona stessa, oltre che dal coincidere di alcune patologie.
Per superare lo stereotipo di "disabile" presente nell'immaginario collettivo, come individuo che si trova su sedia a ruote - fraintendimento che può essere indotto dallo stesso utilizzo del simbolo internazionale d'accessibilità - occorre esaminare gli aspetti esigenziali che riguardano tutti coloro che in maniera permanente o temporanea hanno dei bisogni particolari.
Per definire le caratteristiche dimensionali e morfologiche dell'ambiente in modo da contemperare esigenze eterogenee, è opportuno individuare ambiti esigenziali comuni alle persone con bisogni speciali.
In particolare si possono definire cinque profili di utenza:
persone con ridotta o impedita capacità di movimento;
persone su sedie a ruote;
persone con disabilità sensoriali;
persone con disabilità mentali;
persone con altre forme di disabilità invisibili.

1 - BARRIERE ARCHITETTONICHE E SENSORIALI

1.2 Antropometria e quadro esigenziale


Persone con ridotta o impedita capacità di movimento
(Emiplegici, con paralisi totale o parziale di una metà del corpo; persone che soffrono di artrite; persone temporaneamente inferme per l'ingessatura ad un arto inferiore; persone convalescenti a seguito di un intervento chirurgico; anziani ai quali sono diminuite le capacità motorie; cardiopatici ecc.). Sono persone con handicap di origine traumatica o congenita, o dovuta all'avanzata età che camminano con difficoltà, servendosi di bastoni, tutori, grucce, stampelle o elettroscooter e che, in generale, hanno difficoltà a percorrere un tragitto superiore a 200 metri lineari senza effettuare una sosta.
Alcuni dei problemi riscontrati dalle persone con ridotta capacità motoria sono:
difficoltà nel superare dislivelli eccessivi e scale sia per problemi di carattere muscolare che di equilibrio;
difficoltà di percorrere una rampa in discesa, alla quale è talora preferito il gradino;
difficoltà nel passare attraverso spazi eccessivamente stretti;
difficoltà ad aprire le porte, soprattutto se hanno dei meccanismi di ritorno non controllati;
difficoltà ad azionare oggetti e meccanismi che richiedono l'uso di entrambe le mani.
Per agevolare la fruizione dei luoghi e delle strutture per tali soggetti occorre prevedere:
percorsi in piano e complanari;
punti di sosta lungo i percorsi;
porte a ritorno automatico ritardato;
carrozzine o altri mezzi (es. elettroscooter) nei punti di lunga percorrenza pedonale;
corrimano lungo le scale e nelle rampe;
posti riservati, opportunamente dimensionati sui mezzi di trasporto pubblico;
eventuali permessi per arrivare in auto e parcheggi riservati nei pressi del luogo da visitare.
Sotto il profilo esigenziale sono da considerarsi soggetti con difficoltà di deambulazione, oltre agli anziani, gli obesi, le persone affette da nanismo o gigantismo, anche le donne in stato di gravidanza, le persone con passeggino al seguito, le persone con valige o buste della spesa, i bambini.

Persone su sedia a ruote
(Paraplegici, con paralisi della parte bassa del corpo, tetraplegici, emiplegici, anziani; persone impossibilitate a muoversi con le proprie gambe a causa di forme di artrite o a seguito di una operazione chirurgica, etc.). Si tratta di persone con handicap di origine traumatica o congenita, o dovuta all'avanzata età, che si muovono grazie all'ausilio di una carrozzina meccanica o elettrica, autonomamente o con l'aiuto di un'altra persona.
Alcuni dei principali problemi riscontrati da tali individui sono:
impossibilità nel superare dislivelli eccessivi e scale;
impossibilità nel superare grandi pendenze;
limitazione nella capacità di raggiungere oggetti collocati su piani orizzontali troppo alti o di vedere attraverso finestre e su piani orizzontali quando sono posti ad un'altezza eccessiva;
impossibilità di passare attraverso varchi eccessivamente stretti.
Tra gli interventi atti a favorire la mobilità autonoma dei disabili motori su sedia a ruote si evidenziano:
possibilità di arrivare nei pressi del luogo da visitare;
parcheggi riservati entro 50 metri;
mezzi di trasporto accessibili con ancoraggi per la sedia a ruote;
percorsi in piano e complanari;
sufficienti spazi di manovra;
servizi di accompagnamento;
altezze fruibili di interruttori e maniglie;
maniglie per le porte con prensilità agevolata;
moquette a pelo corto e zerbini incassati;
porte a ritorno automatico ritardato.

Persone con disabilità sensoriali
(Non vedenti, ipovedenti, soggetti affetti da sordità che, se congenita, è spesso associata al mutismo). Si tratta di persone impossibilitate all'uso di uno o più sensi.
Alcuni dei principali problemi riscontrati dalle persone con gravi problemi della vista, nella fruizione autonoma di luoghi e strutture, sono:
difficoltà nell'identificazione degli oggetti utili (come le pulsantiere degli ascensori, etc.);
difficoltà nell'individuazione di ostacoli, di oggetti pericolosi sui percorsi o di dislivelli;
difficoltà a muoversi autonomamente in spazi aperti non strutturati o privi di indizi percettivi (acustici, tattili).
Alcuni dei principali problemi riscontrati dalle persone con problemi gravi di udito sono:
difficoltà nell'identificazione di segnali acustici (allarme, voci, etc.);
sensazione di isolamento rispetto all'intorno.
L'accessibilità dei luoghi pubblici ai disabili sensoriali può essere così favorita:
- Persone non vedenti:
principali esigenze: elementi che possono costituire guide naturali e favorire l'orientamento, guide artificiali con pavimentazione differenziata (percorsi tattili), avvisatori acustici per l'orientamento e per la segnalazione di fonti di pericolo, mappe tattili di rappresentazione dei luoghi con scritte in braille, bottoniere di ascensori con numerazione in rilievo e braille; da evitare: ostacoli pendenti e/o sporgenti tali da non poter essere intercettati con il movimento del bastone e dal cane guida;
- Ipovedenti:
per le persone con una forte riduzione della vista occorre garantire dei riferimenti visivi che contrastino con l'intorno. Nei pannelli segnaletici, per esempio, occorre utilizzare formati dai caratteri sufficientemente visibili ("large print") e a rilievo;
- Persone non udenti:
non sono richiesti ausili particolari se non per quanto attiene alla sfera della comunicazione (interpreti dei linguaggi dei gesti, telefoni con sistemi DTS, avvisatori luminosi per la segnalazione di fonti di pericolo). Occorre prestare attenzione tuttavia alla progettazione degli sportelli aperti al pubblico, in modo che le condizioni della luce rispetto al personale preposto alla comunicazione con gli utenti favorisca la lettura del labiale. Esistono anche soluzioni tecnologiche che potenziano l'indizio acustico negli spazi interni.


Persone con disabilità mentali
Si tratta di persone. che hanno un'insufficienza di tipo intellettivo (ritardo mentale, disturbi del comportamento), con una capacità parziale o totale di gestire autonomamente le situazioni, le nuove relazioni, le comunicazioni, gli spostamenti, la cura della propria persona
Le difficoltà che riguardano le attività di relazione in alcuni casi, possono essere causa di esclusione e discriminazione.

Persone con altre forme di disabilità invisibili
(Cardiopatici; persone con problemi di alimentazione; persone con epilessia; persone con diabete; persone con insufficienza renale, dializzati; persone con insufficienza respiratoria; persone con allergie, ecc.).
Si tratta di patologie che, quando non richiamano situazioni descritte nei casi precedenti, non presentano particolari problemi dal punto di vista dell'accessibilità e della visitabilità dei luoghi e delle strutture, ma richiedono, invece, la disponibilità in loco di servizi e presidi sanitari, diete o alimenti specifici nella ristorazione o punti per la somministrazione dell'ossigeno, per esempio.

1.3 Classificazione delle barriere architettoniche

Da quanto emerso in precedenza, occorre ampliare e precisare meglio il concetto di "barriera architettonica", incominciando a definire, per contro, i requisiti di un ambiente pienamente accessibile e fruibile da tutti.
Le barriere architettoniche vengono di seguito illustrate con riferimento ad alcune problematiche evidenziate nella stessa definizione contenuta nella vigente normativa, suddividendole in:
- situazioni che presentano "ostacoli" o impedimenti fisici;
- situazioni che costituiscono "barriere percettive";
- situazioni che costituiscono "fonti di disagio";
- situazioni che costituiscono "fonti di pericolo";
- situazioni che generano "affaticamento".
A margine di ogni schema grafico esemplificativo sono riportati dei pittogrammi identificativi dei soggetti per i quali la situazione individuata costituisce pericolo, ostacolo, barriera percettiva, fonte di disagio o affaticamento.

LEGENDA

persone su sedia a ruotePersone su sedia a ruote         persone con ridotta o impedita capacità di movimentoPersone con ridotta o impedita capacità di movimento
 
disabili visiviDisabili visivi                          disabili uditiviDisabili uditivi

Situazioni che presentano "ostacoli" o impedimenti fisici

persone su sedia a ruote

      

persone su sedia a ruote

 

Attraversamenti pedonali impediti da automobili in sosta.

      

Attraversamenti pedonali di strade a più corsie senza banchine salvagente o senza controllo semaforico.

 

 

persone su sedia a ruote

      

persone su sedia a ruote
persone con ridotta o impedita capacità di movimento
disabili visivi

 

 

 

Spazio tra autovetture insufficiente <130cm.

      

Percorsi pedonali troppo stretti che costringono il pedone ad invadere la sede stradale.

 

 

 

 

persone su sedia a ruote
persone con ridotta o impedita capacità di movimento
disabili visivi

      

persone su sedia a ruote
persone con ridotta o impedita capacità di movimento
disabili visivi

 

 

 

Elementi funzionali e/o di arredo stradale che restringono il passaggio (<90cm).

      

Ostacolo costituito da impalcature temporanee collocate sul percorso pedonale.

 

 

 

 

persone su sedia a ruote

      

persone su sedia a ruote

 

 

 

Presenza di gradini di accesso agli edifici.

      

Altezza eccessiva di oggetti e terminali di impianti (>120cm) quali telefoni, gettoniere, cassette postali, ecc.

 

 

 

persone su sedia a ruote

      

persone su sedia a ruote

 

 

 

Oggetti utili posti in vani non raggiungibili.

      

Ascensori o porte di accesso in prossimità di rampe o scale, senza adeguati spazi di manovra.

 

 

 

 

persone su sedia a ruote

      

persone su sedia a ruote
persone con ridotta o impedita capacità di movimento

 

 

 

Ascensori di dimensioni non adeguate.

      

Mancanza, negli ascensori, dell'autolivellamento al piano.

 

 

 


Situazioni che costituiscono "barriere percettive"

disabili visivi

      

disabili visivi

Assenza di punti di riferimento negli attraversamenti pedonali.

      

Impercettibilità di oggetti aggettanti sul percorso pedonale.

 

disabili visivi

      

disabili visivi

 

 

 

Impercettibilità delle recinzioni collocate sul percorso pedonale.

      

Impercettibilità degli oggetti di arredo urbano, come pannelli pubblicitari posti lungo il percorso.

 

 

 

 

disabili visivi

      

disabili visivi

 

 

 

Impercettibilità del vuoto lasciato nella pavimentazione per collocare a dimora piante o alberi.

      

Sottoscala e sovrappassi collocati sul percorso pedonale.

 

 

 

 

disabili visivi
disabili uditivi

      

disabili visivi

 

 

 

Mancanza di isolamento acustico, in ambienti con rumore eccessivo, di ostacolo alla valutazione degli indizi acustici.

      

Errata illuminazione megli ambienti interni e/o esterni.

 

 

 


Situazioni che costituiscono "fonti di disagio"

persone su sedia a ruote
persone con ridotta o impedita capacità di movimento
disabili visivi

      

persone su sedia a ruote
persone con ridotta o impedita capacità di movimento
disabili visivi

Percorsi tra servizi primari allo scoperto per distanze maggiori di 300m.

      

Mancanza di riparo dalle intemperie nelle zone di attesa dei mezzi di trasporto pubblico.

persone su sedia a ruote
persone con ridotta o impedita capacità di movimento

      

persone su sedia a ruote
persone con ridotta o impedita capacità di movimento

 

 

 

Mancanza di parcheggi riservati ai possessori di contrassegno in prossimità di servizi pubblici.

      

Rampe di raccordo stradale non adeguate o con pendenze errate.

 

 

 

persone su sedia a ruote

      

persone su sedia a ruote
persone con ridotta o impedita capacità di movimento

 

 

 

Passaggi obbligati attraverso tornelli, elementi dissuasori d'ingresso poco praticabili.

      

Difficoltà nella prensilità, a causa dell'errato disegno o profilo di corrimano, maniglie, rubinetti.

 

 

 


Situazioni che costituiscono "fonti di pericolo"

persone su sedia a ruote
persone con ridotta o impedita capacità di movimento
disabili visivi

      

persone su sedia a ruote
persone con ridotta o impedita capacità di movimento
disabili visivi

Pavimentazioni sdrucciolevoli.

      

Presenza di elementi che possono essere motivo di inciampo.

 

persone su sedia a ruote
persone con ridotta o impedita capacità di movimento
disabili visivi

      

persone su sedia a ruote
persone con ridotta o impedita capacità di movimento
disabili visivi

 

 

 

Assenza o insufficiente illuminazione del percorso pedonale.

      

Griglie con elementi troppo distanziati (>15 mm.), pavimentazioni sconnesse.

 

 

 

 

persone con ridotta o impedita capacità di movimento
disabili visivi

      

disabili visivi

 

 

 

Infissi mobili. gradini collocati sul percorso pedonale.

      

Porte o vetrate non opportunamente evidenziate o segnalate.

 

 

 

 

persone con ridotta o impedita capacità di movimento
disabili visivi

      

persone con ridotta o impedita capacità di movimento
disabili visivi

 

 

 

Tiranti, strutture mobili e segnaletica sporgente sul percorso pedonale.

      

Arredi e sagome con spigoli vivi tali da costituire pericolo.

 

 

 


Situazioni che generano "affaticamento"

persone con ridotta o impedita capacità di movimento
disabili visivi

      

persone con ridotta o impedita capacità di movimento

Scale ripide o gradini con errato rapporto alzata/pedata.

      

Scale eccessivamente sviluppate in lunghezza senza pianerottoli di sosta intermedi.

 

persone con ridotta o impedita capacità di movimento

      

persone su sedia a ruote

 

 

 

Corrimano o parapetti non adeguati alle esigenze dell'utenza.

      

Rampe tropo lunghe o con pendenza eccessiva.

 

 

 

 

persone su sedia a ruote

      

persone su sedia a ruote

 

 

 

Accessi a locali con porte o passaggi troppo stretti.

      

Ambienti con spazi insufficienti alla manovra della sedia a ruote (bagni, cucine, disimpegni, ecc.).

 

 

 

 

persone su sedia a ruote
persone con ridotta o impedita capacità di movimento
disabili visivi

      

persone su sedia a ruote
persone con ridotta o impedita capacità di movimento

 

 

 

Affaticamento causato dal dovere aggirare strutture temporanee collocate sul percorso pedonale.

      

Fondi poco compatti, presenza di zerbini o tappeti non incassati, ecc.