CAPITOLO 3
AREE VERDI


  Per “aree verdi” si intendono sia le sistemazioni urbane (giardini pubblici, parchi urbani, aree gioco per bambini), che quelle extraurbane (parchi naturali, sentieri ed itinerari naturalistici), ovvero quei luoghi dove si possono svolgere attività di carattere ludico, ricreativo e del tempo libero a contatto con la natura.   Un riferimento esplicito ai parchi pubblici ed alle aree verdi attrezzate è contenuto nella circolare del Min. LL.PP. n. 1030 del 1983, riguardante gli “Orientamenti relativi alle facilitazioni per la circolazione e la sosta dei veicoli delle persone invalide”, dove viene evidenziato che “almeno i principali percorsi pedonali vengano previsti in modo da avere uno o più punti di contatto con strade o spazi carrabili, ancorché a circolazione limitata”.
  Per garantire l’accesso a queste aree, occorre avere:

  1. posti auto riservati nei parcheggi in prossimità dell’ingresso principale o in punti alternativi di facile accesso al giardino/parco;
  2. ingresso accessibile, con dissuasori che inibiscano, però, l’ingresso ai motocicli;
  3. percorso pedonale che colleghi tutte le strutture di uso pubblico ed i servizi, accessibile alle esigenze di chiunque per sviluppo, dimensioni e caratteristiche della pavimentazione. Lo sviluppo dei percorsi, inoltre, deve essere studiato in modo tale, da consentire la scelta tra diverse opzioni, rispetto alla lunghezza del tragitto e deve dare la possibilità di effettuare, in determinati punti, delle scorciatoie;
  4. aree di sosta, opportunamente dimensionate ed arredate, collocate almeno ogni 200 metri lungo il percorso;
  5. servizi igienici accessibili;
  6. punti informativi utilizzabili anche dai non vedenti, che diano indicazioni precise sui percorsi di visita, che ognuno possa scegliere in funzione delle proprie esigenze personali e/o energie residue, su ciò che si trova lungo il tragitto e sulla collocazione dei servizi;
  7. elementi di arredo fruibili da tutti.

  E' opportuno che agli interventi di base per rendere il luogo accessibile, se ne accompagnino altri volti a realizzare aree attrezzate, fruibili da tutti, per lo sport ed il gioco, che costituiscono momenti importanti della vita nel giardino/parco, soprattutto per i bambini, per i quali possono essere luogo di condivisione e partecipazione alle reciproche diversità.   Due tipi di interventi, di seguito illustrati, interpretano molto bene questo atteggiamento culturale relativo al tempo libero: un percorso ginnico-sportivo, che prevede esercizi diversamente praticabili a seconda delle diversità degli individui (“percorso vita”), ed una serie di giochi pensati per una utenza ampliata, utilizzabili da tutti i bambini secondo le proprie diverse capacità.


 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

3.1 Principi generali

SCHEMA DISTRIBUTIVO DI UN'AREA VERDE ACCESSIBILE

schema distributivo di un'area verde accessibile
schema distributivo di un'area verde accessibile
schema distributivo di un'area verde accessibile


3.2 Punti d'ingresso

  In prossimità degli ingressi devono essere previsti dei parcheggi riservati ai possessori di contrassegno (per le caratteristiche si rimanda al paragrafo 4.2.1 “Parcheggio”). Laddove l’area verde prevede dei percorsi di servizio carrabili, questi devono essere utilizzabili dalle auto dotate di contrassegno.
  Nelle aree con dimensioni contenute devono essere previsti degli elementi che possano dissuadere l’ingresso delle autovetture e dei motocicli, consentendo al contempo il passaggio delle sedie a ruote, dei passeggini e delle biciclette.

SISTEMA DI ACCESSO ALLE AREE VERDI CON DISSUASORE PER MOTOCICLI

sistema di accesso alle aree verdi con dissuasore per motocicli
sistema di accesso alle aree verdi con dissuasore per motocicli

sistema di accesso alle aree verdi con dissuasore per motocicli
sistema di accesso alle aree verdi con dissuasore per motocicli

Disegno tratto da: G.Bianco, Pavimentazioni in pietra, NIS, Roma 1994, pag.128.

3.2 Sentiero/percorso

  La distinzione tra i termini “sentiero” e “percorso” è in funzione della loro ubicazione: si può parlare di sentiero in ambito naturalistico, di percorso in ambito urbano.
  I sentieri/percorsi possono essere distinti in funzione delle loro caratteristiche di accessibilità in:

  • facilmente accessibili, con uno sviluppo longitudinale prevalentemente in piano e alcuni brevi tratti inclinati con pendenze inferiori al 5%. La superficie della pavimentazione è compatta e sono presenti pochi ostacoli e irregolarità sulla superficie del camminamento;
  • moderatamente accessibili, con uno sviluppo longitudinale inclinato e pendenze contenute tra il 6% e l’8%. La superficie della pavimentazione è compatta e sono presenti pochi ostacoli e irregolarità sulla superficie del camminamento;
  • accessibili con accompagnatore (accessibilità condizionata), con uno sviluppo longitudinale inclinato con pendenze contenute tra il 6% e l’8% (dove la superficie della pavimentazione è poco compatta o sono presenti alcuni ostacoli sul percorso), e altri parti del percorso con pendenze tra l’8% e il 12% (dove la superficie della pavimentazione è compatta e sono presenti pochi ostacoli sulla superficie del camminamento).

  Una caratteristica importante, oltre alla pendenza longitudinale, dei sentieri naturali e dei percorsi nelle aree verdi, atta a garantire l’accessibilità, è rappresentata dal tipo di pavimentazione. Infatti fondi sconnessi, fangosi, sabbiosi, o composti da materiali incoerenti in genere (brecciolino o ghiaietto) risultano difficilmente praticabili dai disabili motori, oltre che dai passeggini e in certa misura anche dalle biciclette. La superficie del percorso deve, pertanto, essere compatta e possedere caratteristiche di durevolezza e resistenza alle intemperie e all’usura. L’adeguamento del percorso consiste spesso in operazioni molto semplici di rullaggio e compattazione del fondo.
  D’altra parte il progettista attento, piuttosto che sentire il requisito dell’accessibilità come una limitazione, potrà interpretarlo come uno stimolo progettuale, differenziando i materiali delle pavimentazioni ed inserendo percorsi con superfici lisce; realizzando rampe, che, nel superare i dislivelli, “disegnino” il terreno, potenziando la bellezza e le qualità spaziali del sito naturale.

ACCESSIBILITA' DEI SENTIERI/PERCORSI IN FUNZIONE DELLA PENDENZA

accessibilità dei sentieri/percorsi in funzione della pendenza


ACCESSIBILITA' DEI PERCORSI IN FUNZIONE DELLE CARATTERISTICHE DEL FONDO

accessibilità dei percorsi in funzione delle caratteristiche del fondo

Disegno tratto da: M.Antoninetti, Un'oasi per tutti. Guida per la progettazione del verde extraurbano senza barriere, Cooperativa Libraria Borgo Aquileia, Udine 1991, pag.59.

DIMENSIONI

MINIME DEI PERCORSI

dimensioni minime dei percorsi

SUPERAMENTO DEI DISLIVELLI

superamento dei dislivelli
Parco de "La Villette" a Parigi. Il canale viene superato con una passerella raggiungible tramite scale o ascensore in maniera completamentare ed alternativa.

superamento dei dislivelli
Parco del "Litoral" a Barcellona. Attraversamento della strada a grande scorrimento disposta parallelamente al parco.


SEZIONE TIPO DI UN SENTIERO/PERCORSO

sezione tipo di un sentiero/percorso


3.4 Punti informativi

  I punti informativi devono essere collocati in prossimità dell’ingresso all’area verde e fornire informazioni oltre che sui luoghi di interesse storico-naturalistico, sulla collocazione dei servizi, sulla collocazione delle aree gioco per i bambini e sullo sviluppo dei percorsi stessi.
  Essi, infatti, possono rivestire una grande importanza per i visitatori disabili, specie in parchi di grandi dimensioni, quando forniscono indicazioni relative al diverso grado di accessibilità dei percorsi e alla fruibilità dell’area e dei servizi in essa contenuti, perché consentono di valutare e scegliere preventivamente, in funzione delle proprie attitudini psico–fisiche, il miglior itinerario di visita, senza imbattersi in spiacevoli sorprese.
  Il livello di accessibilità dei percorsi deve essere comunicato tramite schemi grafici chiari ed inequivocabili (con diverse colorazioni o retinature), che indichino la lunghezza, la pendenza ed il tipo di fondo dei percorsi stessi.
  Nei punti informativi principali si dovrebbero prevedere per i disabili visivi dei modelli tridimensionali o delle mappe tattili (realizzate in braille, con lettere ed elementi a rilievo) con indicazione dell’articolazione dei luoghi e la dislocazione dei servizi.
  Per quanto riguarda le caratteristiche specifiche sulla segnaletica per disabili visivi, si rimanda al paragrafo 4.8 “Segnaletica”.


Punto informativo del Parco "Andrè Citroen" a Parigi.


Parco del "Poblerou" a Barcellona. Mappa tattile indicante l'articolazione del parco.

 


"Jardin des Plantes" a Parigi. Indicatore di direzione all'interno del giardino esplorabile tattilmente.


Parco de "La Villette" a Parigi. Modello

 tridimensionale del parco.


3.5 Aree per la sosta

  Le aree per la sosta, con collocazione prossima ai parcheggi, ai giardini e lungo i percorsi, rivestono una grande importanza per gli anziani, oltre che per i disabili motori e sensoriali. La funzione è quella di consentire il riposo, la riflessione e la socializzazione tra le persone, pertanto devono essere confortevoli e devono essere attrezzate con una serie di oggetti di pratico utilizzo, quali cestini portarifiuti, fontanelle per bere, pannelli informativi, ecc.
  L’area di sosta dovrebbe essere protetta per una parte da una pensilina o da alberi che portano ombra e prevedere uno spazio per la sedia a ruote o per un passeggino accanto alla panchina; quest’ultima deve essere dotata di braccioli, per consentire alle persone anziane di sollevarsi pi_ facilmente.
  E' opportuno che le aree per la sosta, attrezzate con almeno una panchina, siano collocate lungo i sentieri/percorsi circa ogni 200 m.


 

 

 

 

 

PIANTA TIPO DI UN'AREA PER LA SOSTA



pianta tipo di un'area per la sosta


Parco del "Litoral" a Barcellona. Area di sosta lungo il percorso.


SEZIONE TIPO DI UN'AREA PER LA SOSTA

sezione tipo di un'area per la sosta


3.6 Percorso vita

  Per quanto attiene alle attrezzature sportive integrabili nei parchi urbani, risponde ai criteri di una corretta impostazione progettuale un particolare tipo di percorso ginnico-sportivo denominato “Percorso vita”. Una installazione di questo tipo, realizzata nel Parco Alto Milanese, prevede una serie di esercizi appositamente studiati da esperti psicomotricisti, eseguibili da tutti in piena libertà. Comprende esercizi di abilità e coordinamento neuromuscolare, esercizi di respirazione e recupero, di articolabilità, allungamento e rafforzamento muscolare. Il percorso Ë articolato in diverse “stazioni”, che prevedono tracciati slalom, rampe, bersagli da colpire con palle in gommapiuma, canestri con sonagli (individuabili anche dai non vedenti), ed altre attrezzature che possono essere fruite in modo diverso da ciascuno. Questo tipo di spazio ludico-sportivo non Ë un ambiente riservato specificatamente ai disabili o agli anziani, ma un luogo dove, attraverso lo sport, può realmente nascere integrazione sociale. La possibilità di realizzare tali attrezzature in plastica riciclata, materiale ecologico, che necessita di poca manutenzione, conferisce a questi elementi un impatto minimo sull’ambiente e sugli eventuali valori storici del parco.
  E', altresì, importante che percorsi sportivi di questo tipo siano flessibili, e lascino aperta la possibilità di essere variati o ampliati in momenti successivi.

STAZIONI DEL "PERCORSO VITA"


Stazione del "Percorso vita" che prevede servizi

di tonicità e rafforzamento muscolare.


Esercizi di coordinamento neuro-mus-

colare e abilità

 


Esercizi di respirazione e recupero.


Esercizi di allungamento muscolare,

articolabilità, fantasia ed abilità.

I disegni sono tratti dal progetto dell'Arch.Elena Brusa Pasquè, per il "Percorso vita nel Parco Alto Milanese", promosso dai Lions Club Progetto Poieco.

3.7 Aree gioco per bambini

  I giochi per i bambini, in un parco urbano, devono essere adeguati alle esigenze di una utenza ampliata e contribuire a formare ed educare gli stessi ad una cultura della partecipazione e dell’integrazione, potendo riconoscere, da subito, nel momento del gioco, nella diversità degli altri una risorsa.
  Dal punto di vista della struttura tali aree devono avere i requisiti di accessibilità già esplicitati nei precedenti paragrafi a proposito delle aree esterne (superfici complanari ai percorsi pedonali, o con questi raccordati tramite dei piani inclinati con adeguata pendenza; cancelli di ingresso con una apertura minima di 90 cm, etc.). Devono essere attentamente considerati i materiali delle pavimentazioni, perché abbiano solidità, antisdrucciolevolezza e siano sicuri per i bambini su sedia a ruote (materiale sintetico; terre o ghiaie compattate e stabilizzate, ecc.). Le aree con sabbia devono essere recintate e chiaramente diversificate dalle altre zone. Gli oggetti di arredo, alla pari di tutti quelli previsti nelle aree verdi, non devono presentare spigoli o sporgenze pericolose.
  Le aree gioco devono prevedere una organizzazione in spazi dalle piccole dimensioni, dove i bambini possono giocare in piccoli gruppi, e in aree dalle grandi dimensioni per giochi che richiedono una maggiore estensione superficiale, in modo da poter essere utilizzate per differenti tipi di attività: per il gioco con la sabbia, per saltare, per giochi con l’acqua, per lo sport e per il giardinaggio. Le strutture per il gioco possono essere pensate per stimolare più sensi ed articolate in modo da fornire una stimolazione motoria ai bambini con ridotta mobilità.
  Attraverso alcune aggiunte e opportuni accorgimenti, infatti, si possono realizzare giochi che, a differenza di quelli attualmente in commercio e diffusi nei parchi urbani, sono fruibili da tutti i bambini, disabili e non. Tenendo, inoltre, conto delle disabilità sensoriali, spesso trascurate, di non vedenti/ipovedenti, non udenti/ipoudenti, si possono integrare ai giochi fontane d’acqua, suoni, piante odorose ed altri elementi naturali, che sollecitando le sensibilità tattili, acustiche ed olfattive di ogni bambino, consentono una migliore conoscenza del mondo della natura nella quale viviamo.
  I “Giochi dei sensi”, per esempio, rispondono a questi requisiti: frutto di una ricerca in cui sono stati affrontati il tema del rispetto dei bambini, dell’ambiente e le problematiche relative alla disabilità psichica, motoria e sensoriale. Questo parco dei giochi “ideale” è un luogo dove si può esprimere lo spirito di competitività, di condivisione, di comunicazione e di divertimento.


Immagine tratta dal catalogo: Landscape

 Structures Inc.


Immagine tratta dal catalogo: Sternstunden

Spiel-und Erlebnislandcraft Wurzburg-Heuchelhof.


Immagine tratta dal catalogo:

 Sternstunden Spiel-und

Erlebnislandcraft Wurzburg-Heuchelhof.


Vasca per giocare con la sabbia.

 

orologio

OROLOGIO

Il gioco è composto da due elementi sovrapposti: quello più in alto ha un dispositivo con lancette al quarzo, protetto da un materiale trasparente antiurto; quello sottostante è identico al superiore, ma libero da protezioni e meccanismi, per consentire la lettura grafica e tattile delle lancette.

 

palcoscenico

PALCOSCENICO

Il gioco ha l'obiettivo di favorire l'espressione della creatività del bambino, consentendo l'integrazione e l'organizzazione in gruppo.

 

villaggio aperto

VILLAGGIO APERTO

Il gioco ricorda nell'aspetto esteriore i "villaggi" che sono spesso collocati nei parchi, avendo però l'importante caratteristica di essere fruibile da tutti i bambini.

Giochi in plastica riciclata per il parco "Le strade e le piazze dei venti" dell'Anffas di Milano. Progetto dell'architetto Elena Brusa Pasquè.

3.8 Un approccio plurisensoriale

  Gli spazi verdi suggeriscono un approccio alla progettazione orientato a stimolare tutti i sensi dell’uomo, attraverso una strutturazione dell’ambiente ed un’organizzare degli indizi, che questo può trasmettere ai suoi fruitori. Questo tipo di progettazione, che si può definire “progettazione plurisensoriale”, apparentemente mirata ad assolvere alle esigenze di una particolare utenza, come quella dei non vedenti, che utilizzano i sensi residui per orientarsi e muoversi nello spazio, risulta poi a beneficio di tutti i cittadini. Ne sono prova tangibile le prime realizzazioni plurisensoriali negli spazi verdi in Francia. A Nantes, per esempio, il progetto del “Giardino dei cinque sensi” - che contempla al suo interno una “fontana musicale”, una “trappola degli odori” e molti altri accorgimenti che stimolano il senso tattile, acustico, visivo ed olfattivo, era nato, per volontà dell'Amministrazione Comunale, come “giardino per non vedenti”. Poi, l’uso stesso del luogo da parte di tutti i cittadini, che avevano giudicato quella definizione troppo ghettizzante, lo ha trasformato in un’autentica “palestra dei cinque sensi” visitabile in modo interattivo da tutti.
  Quest’approccio “plurisensoriale” alla progettazione, può essere integrato opportunamente a quelle modificazioni in precedenza descritte per rendere accessibili i percorsi, conferendo agli stessi, attraverso la ridondanza degli indizi percettivi, maggiore fruibilità, comfort e sicurezza.
  Agendo sul corrimano, sulle texture delle pavimentazioni, sulla diversa scabrosità dei materiali, sui cordoli posti sui bordi del percorso, sul contrasto cromatico dei vari elementi, si possono agevolare la fruizione tattile e visiva e, così, favorire l’orientamento.
  Anche l’indizio termico, realizzabile per esempio attraverso l’opportuna disposizione di zone assolate o ombreggiate, può indicare il passaggio da un luogo deputato ad una funzione ad un altro; così come le essenze odorose, possono far memorizzare i luoghi e favorire il loro riconoscimento. L’indizio acustico dell’acqua di una fontana, inoltre, può suggerire la presenza di un luogo tranquillo deputato alla sosta ed al riposo; così come i pergolati, i porticati e altri elementi dalla differente volumetria, in alternanza agli spazi aperti, oltre ad articolare il percorso ed a renderlo più gradevole, contribuiscono alla creazione di ambienti acusticamente diversificati. Si possono così realizzare dei luoghi, dove, semplicemente interagendo con la natura, si consente all’uomo una fruizione piena ed una esperienza completa dello spazio.

IL GIARDINO DEI CINQUE SENSI A NANTES

FONTANA MUSICALE
E' costituita da sette conchiglie metalliche che, riempite in tempi diversi e irregolari, restituiscono il suono delle sette note musicali.

MERIDIANA
La meridiana indica l'ora anche per mezzo di alcuni sensori eccitati termicamente dai raggi solari.

 


PLANIMETRIA

 


TRAPPOLA DEGLI ODORI
Area pensata e realizzata allo scopo di facilitare la percezione dei profumi. La staticità dell'aria e l'effetto del sole esaltano gli odori liberati dalle essenze.


PERCORSI TATTILI
Il cambiamento della tessitura a terra crea per il visitatore non vedente altrettanti punti di interesse e di scoperta.


IL PARCO "ANDRE' CITROEN" A PARIGI


Gioco d'acqua tra le due serre.


I percorsi nel parco presentano diversi punti per la sosta e il relax.


Il canale termina in un gioco d'acqua.


Area tematica con percorsi pavimentati in pietra.


Cippo indicante le varie specie floreali presenti nelle diverse zone del parco.


Area tematica con percorso in legno.


3.9 Servizi igienici

  Nelle aree a verde, compatibilmente con l’ambiente naturale, inseriti in edifici o in strutture all’uopo installate, devono essere previsti servizi igienici accessibili anche a persone disabili.
  Per consentire l’uso degli apparecchi, lo spazio interno deve essere opportunamente dimensionato sulla base degli spazi di manovra necessari per l’accostamento trasversale o laterale alla tazza W.C. e l’accostamento al lavabo (nel rispetto dei parametri minimi previsti dal D.M. n. 236/89).
 Le strutture dei servizi igienici nelle aree verdi possono essere di due tipi:

  • strutture di arredo urbano;
  • strutture fisse.

 Per quanto riguarda le specifiche dimensionali si rimanda al paragrafo 4.6 “Servizi igienici”.

3.10 Elementi di arredo

  Nelle aree verdi devono essere previsti una serie di oggetti di arredo che presentino caratteristiche di accessibilità come:

  • sistemi di seduta;
  • appoggi ischiatici;
  • fontanelle per bere;
  • cestini portarifiuti;
  • fioriere rialzate;
  • portabiciclette.

Per quanto riguarda la descrizione delle strutture di arredo urbano si rimanda al paragrafo 2.7 “Arredo Urbano”.

FIORIERE RIALZATE PER IL GIARDINAGGIO O PER L'ORTOTERAPIA


TAVOLO PER IL PIC NIC





 

3.11 Aree balneari

  Stabilimento balneare
  Le opere necessarie a rendere uno stabilimento balneare accessibile possono essere schematicamente sintetizzate nei seguenti punti:

  1. prevedere uno o più parcheggi riservati ai possessori di contrassegno in prossimità dell’ingresso dello stabilimento;
  2. raccordare il piano stradale al percorso pedonale di collegamento con l’ingresso dello stabilimento mediante scivoli per superare i dislivelli dei marciapiedi, da parte dei disabili motori, e percorsi tattili, per i disabili visivi;
  3. prevedere l’ingresso dello stabilimento accessibile, attraverso la realizzazione di rampe o l’utilizzo di piattaforme elevatrici, qualora ci dovesse essere un dislivello tra il piano del percorso pedonale di avvicinamento e il piano della spiaggia;
  4. prevedere nell’ingresso un sistema informativo in grado di orientare “chiunque”;
  5. prevedere la presenza di servizi igienici, spogliatoi e docce con dimensioni interne in grado di far muovere un individuo su sedia a ruote;
  6. prevedere l’accessibilità ai servizi di ristorazione quali il bar, la tavola calda e il ristorante;
  7. prevedere un percorso accessibile fino al mare.

  Perché i servizi di ristorazione, così come i banchi ricettivi abbiano caratteristiche di accessibilità per coloro che utilizzano la sedia a ruote, è importante che il piano di appoggio sia collocato ad una altezza utile di 90 cm e presenti un arretramento nella parte inferiore per consentire un approccio frontale.
  Il percorso fino al mare deve essere realizzato in materiale dalla superficie compatta ed avere una larghezza di almeno 1,20 m., con eventuali scanalature disposte nella direzione del camminamento, per suggerire la direzione da seguire anche ai disabili visivi; la distanza delle lastre non deve essere superiore ai 10 mm ed il percorso essere tenuto il più possibile libero dalla sabbia, che costituisce un ostacolo al movimento della sedia a ruote. Il percorso dovrebbe proseguire nell’acqua fino ad una profondità di 70 cm., dove prevedere una piattaforma nel fondale con dei dispositivi per agganciare la sedia a ruote. La presenza di un corrimano, inoltre, può essere di aiuto a coloro che hanno problemi di deambulazione, ai claudicanti ed agli anziani, che spesso sono costretti a rinunciare al refrigerio di un bagno in mare per la difficoltà a percorrere il breve tragitto sulla sabbia o sui sassi fino alla riva.

  Molo per la pesca sportiva
  Molte attività ludico-sportive legate al mare possono essere rese accessibili a tutti con piccoli interventi. Uno sport che può essere praticato in completa autonomia seduti su una sedia a ruote Ë, per esempio, la pesca. In prossimità di un molo per la pesca sportiva, così come in prossimità di qualunque luogo pubblico, è importante che ci sia un parcheggio riservato. E' molto utile, poi, strutturare un punto informativo che fornisca indicazioni sul grado di accessibilità del luogo, indicando la natura dei suoli da percorrere (tipi di superfici e consistenza), presenza di pericoli (pendii ripidi, profondità dell’acqua) e la presenza di eventuali servizi igienici accessibili.
  La banchina dalla quale effettuare la pesca deve avere, lungo tutto il perimetro, quantomeno il bordo rialzato per evitare lo scivolamento in acqua, ed essere eventualmente protetta dai raggi solari e dalle intemperie da una tettoia di copertura.


Accesso ad uno stabilimento balneare

a Barcellona con rampa.


Alicante. La spiaggia presenta giochi accessibili per tutti i bambini.


Servizi igienici e spogliatoi collegati allo stabilimento da un percorso accessibile.


Pedana in legno che conduce alle docce e al mare.


Il percorso accessibile entra nel mare.

Immagine tratta da: Accessible outdoor environment. Direction on Planning and design for accessibility for all, Danish Standard Association, Charlottenlund, 1977, pag.74.


Pontile per le pesca sportiva accessibile.

Immagine tratta da: Accessible outdoor environment., op.cit., pag.76.