CAPITOLO 6
AREE ED EDIFICI STORICI


6.1 La normativa di riferimento

  Il D.P.R. 503/96 riguardo agli edifici e alle aree sottoposti a vincoli storici e ambientali recita:
  (omissis) Per gli edifici soggetti al vincolo di cui all'art. 1 della legge 29 giugno 1939, n. 1497, e all'art. 2 della legge 1° giugno 1939, n. 1089, la deroga è consentita nel caso in cui le opere di adeguamento costituiscono pregiudizio per valori storici ed estetici del bene tutelato; in tal caso il soddisfacimento del requisito di accessibilità è realizzato attraverso opere provvisionali ovvero, in subordine, con attrezzature d'ausilio e apparecchiature mobili non stabilmente ancorate alle strutture edilizie. La mancata applicazione delle presenti norme deve essere motivata con la specificazione della natura e della serietà del pregiudizio. (omissis) (art. 19 "Deroghe e soluzioni alternative", punto 3)

  Di fatto la norma non autorizza a non realizzare opere finalizzate all'abbattimento delle barriere architettoniche negli edifici tutelati, ma obbliga comunque il progettista alla soluzione del problema attraverso opere provvisionali o, in caso contrario, obbliga a fornire espressa motivazione del mancato realizzo delle opere.
  Altre indicazioni specifiche sono contenute nel D.M. 236/89, che relativamente agli ascensori da installare negli edifici preesistenti, quali possono essere quelli storici, fornisce la possibilità di derogare ai parametri dimensionali indicati per gli edifici di nuova costruzione:
  (omissis) L'ascensore in caso di adeguamento di edifici preesistenti, ove non sia possibile l'istallazione di cabine di dimensioni superiori, può avere le seguenti caratteristiche:
    - cabina di dimensioni minime di 1,20 m. di profondità e 0,80 m. di larghezza;
    - porta con luce netta minima di 0,75 m. posta sul lato corto;
    - piattaforma minima di distribuzione anteriormente alla porta della cabina di 1,40 x 1,40 m.
  (omissis) (D.M. 236/89, art. 8.1.12, lettera c)

6.2 I criteri progettuali

  La ratio della legge, che suggerisce di trattare separatamente gli edifici e le aree con valenze storico-ambientali, rispetto agli "edifici" ed alle "aree esterne", è determinata dalla necessità di considerare, oltre all'interesse legittimo di ciascun individuo di fruire tutti i luoghi e gli spazi pubblici, indipendentemente dalla propria condizione fisica soggettiva, anche dall'interesse della collettività di preservare il patrimonio esistente.
  La questione, in realtà, non è quella di porre, per assurdo, un servoscala sulla scalinata di Piazza di Spagna: è una cosa che non vorrebbe nessuno, neppure i soggetti legittimamente interessati a tutelare un proprio diritto di muoversi liberamente nella città. Si tratta piuttosto di studiare quelle soluzioni che garantiscano l'accessibilità, senza deturpare i luoghi.
  Gli esempi riportati in seguito, sono proprio volti a dimostrare che quasi sempre la soluzione esiste e non può essere posto, come attenuante alla cattiva volontà di trovarla, il vincolo della salvaguardia, che in un Paese come il nostro è giustamente molto forte.
  La provvisorietà e, soprattutto, la reversibilità delle opere garantisce la tutela del bene stesso, perché consente di ripristinare in ogni momento la condizione originaria, senza danni alle opere.
  D'altra parte l'opera contemporanea può anche sposarsi bene con l'antico, in certi casi, come sottolineano alcuni storici e critici del restauro architettonico, in una osmosi nella quale un elemento trae vantaggio dalla presenza dell'altro, proprio per contrasto semantico. Sconfinando in ambiti che non sono propri di questo quaderno tecnico, si potrebbero citare le ristrutturazioni di Carlo Scarpa al Palazzo Abetellis a Palermo ed a Museo di Castelvecchio a Verona, per comprendere che una integrazione con l'antico può esaltarne il valore; così come un ascensore in vetro strutturale, tecnologico e minimale, potrebbe convivere, in particolari circostanze ambientali, con le testimonianze storiche delle civiltà del passato.
  Ben più semplici delle aree archeologiche si presentano le aree storiche all'interno del centro urbano, dove l'integrazione di fasce di pavimentazione, larghe almeno 90 centimetri, in materiale liscio nelle ampie distese di "storici" sampietrini romani, può favorire il disegno di percorsi e piazze, anche da un punto di vista estetico.
  Si distinguono nel prosieguo della trattazione gli edifici storici dalle aree archeologiche.

6.3 Edifici storici

  Per i requisiti e le specifiche dimensionali delle varie parti che compongono gli edifici storici vale quanto già detto in maniera più diffusa al Capitolo 4: "Edifici Pubblici". Allo stesso modo dei primi, l'accessibilità e la fruibilità degli spazi interni degli "edifici storici" passa per tutte quelle verifiche dimensionali, che consentono le manovre della sedia a ruote, per tutte le soluzioni atte a raccordare i dislivelli, a collegare piani diversi, a facilitare l'apertura delle porte, il passaggio da un ambiente ad un altro, etc. Generalmente per i disabili motori l'ostacolo più grande da superare negli edifici storici è l'ingresso, per la presenza di scalinate monumentali, gradini dilazionati in androni stretti o porticati con poco spazio per disimpegnare una rampa. Entrati nell'edificio le altre esigenze primarie cui dare una risposta sono la possibilità di circolare attraverso l'edificio, di uscire dallo stesso in caso di emergenza e di poter utilizzare almeno un servizio igienico. Le barriere fisiche richiedono interventi strutturali, pertanto devono essere prese in considerazione per prime quelle misure che minimizzano le modifiche allo stretto indispensabile e rendono le stesse reversibili (rampe in legno, corrimano ancorati su strutture provvisionali e removibili).
  In altri casi può risultare più opportuno un intervento di grande qualità più esteso e permanente, con linguaggio architettonico contemporaneo. Dovrà essere il progettista ad avere la misura del suo intervento.
  Per i disabili visivi si possono facilmente rendere visitabili spazi interni degli edifici con una segnaletica opportuna, quali possono essere le "mappe tattili", che consentono la costruzione preventiva della mappa del luogo; oppure sistemi informativi elettronici. Un sufficiente livello di illuminazione, il contrasto cromatico ed il contrasto di luminanza tra gli oggetti posti nello spazio, favorisce invece gli ipovedenti, unito ad una segnaletica chiara e leggibile, con grandi caratteri in large print, per orientare anche gli anziani. Per i non udenti bisogna avere cura che i luoghi dove viene fornita una informazione solo acustica (voci di altoparlanti in filodiffusione nei musei, per esempio), si fornisca la stessa informazione anche visiva.

COLLEGAMENTO TRA EDIFICIO ED AREA PROSPICIENTE ESTERNA

accesso ad un edificio storico nel centro di Barcellona

Accesso ad un edificio storico nel centro di Barcellona

accesso al sagrato della Chiesa Nuova a Roma
Accesso al sagrato della Chiesa Nuova a Roma

 

accesso al quadriportico della Basilica di San Paolo Fuori le Mura a Roma
Accesso al quadriportico della Basilica di San Paolo Fuori le Mura a Roma

modello tattile tridimensionale sul sagrato della Cattedrale di Valencia
Modello tattile tridimensionale sul sagrato della Cattedrale di Valencia


6.3.1 Ingresso dell'edificio

  La soluzione più semplice per rendere l'ingresso principale dell'edificio accessibile è costituta dalla realizzazione di una rampa con sviluppo e pendenza adeguata, anche se non può sempre essere posta in atto per mancanza di uno spazio sufficiente a contenere lo sviluppo lineare della rampa stessa, o per la presenza di altri elementi o strutture, che ostacolano l'integrazione della stessa. Dislivelli eccessivi nell'atrio di ingresso devono essere, invece, raccordati con ascensori, piattaforme elevatrici o servoscala (quest'ultimo da utilizzare solo come estremo rimedio e solo nell'impossibilità dimostrata di non impiegare i primi due).
  Quando la soluzione con una rampa di raccordo, o con elevatori meccanici, non sono adottabili per la particolare conformazione dello spazio, o perché sono in netto contrasto con l'interesse architettonico/artistico dell'edificio, è opportuno prendere in considerazione altre ipotesi, come quella, per esempio, di realizzare un ingresso secondario, alternativo al primo, accessibile e magari collegato direttamente con il percorso di visita principale.
  La realizzazione di un ingresso alternativo accessibile, a salvaguardia dell'edificio storico e per evitare importanti alterazioni morfologico-strutturali dello stesso, non deve, però, far perdere al visitatore disabile l'ordine sequenziale degli ambienti, soprattutto quando il percorso di visita rappresenta un carattere distintivo dell'edificio stesso.

ADEGUAMENTO DELL'INGRESSO DI UN EDIFICIO STORICO MEDIANTE RAMPA

Liverpool Town Hall - la descrizione è in basso


Liverpool Town Hall - la descrizione è in basso

Liverpool Town Hall - la descrizione è in basso

London Town Hall. L'ingresso principale presentava un portico rialzato di due gradini dal marciapiede esterno. La soluzione prevista prevede il ribassamento della parte anteriore del portico per realizzare una rampa con pendenza adeguata di collegamento con l'ingresso. Tratto da: English Heritage, Easy Access to Historic Properties, London 1995.


 

 

 

 

 

ADEGUAMENTO INGRESSO DI UN EDIFICIO STORICO MEDIANTE PIATTAFORMA ELEVATRICE

Stato attuale
stato attuale - pianta

Sistemazione ipotizzata
sistemazione ipotizzata - pianta

Stato attuale
stato attuale - sezione

Sistemazione ipotizzata
sistemazione ipotizzata - sezione

Poste Italiane. Progetto di adeguamento dell'Ufficio postale di Pescara Centro. Progettista: Arch. E.Casalena.

6.4 Aree archeologiche

  Nelle aree archeologiche, che talora si presentano come vere e proprie città (Ostia, Pompei, etc.), la fruizione del piano orizzontale è particolarmente difficoltosa per i disabili motori, per la presenza di gradini non raccordati, di salti di quota eccessivi, di pavimentazioni sconnesse, costituito da basoli di lava, da mosaici con avvallamenti, da terreno non battuto e livellato, con asperità etc. Il concetto di accessibilità non apparteneva, naturalmente, al passato.
  In generale, però, non tutte le pavimentazioni hanno un valore storico-archeologico e le condizioni del fondo possono dipendere da altri fattori risolvibili. Il progetto dell'accessibilità per l'area Archeologica di Pompei, per esempio, prende proprio in considerazione quei possibili percorsi su marciapiedi che presentano una superficie costituita da un "fondo di usura", che, ben battuto e con l'integrazione di malta pozzolanica, con le stesse caratteristiche cromatiche del fondo, diviene accessibile, nel rispetto dei valori del sito. Per superare dislivelli si possono utilizzare strutture provvisorie in legno, che possono essere rimosse e riposizionate con facilità. Nel progetto per Pompei, cui si è fatto riferimento, una passerella in ferro e legno, adattabile a diverse situazioni, consentirebbe di superare gli attraversamenti, costituiti da grossi basoli di lava rialzati, posti sulla sede stradale, un tempo carrabile alle carrozze trainate da cavalli.
  La possibilità di realizzare aree di sosta, elementi di arredo, punti informativi, servizi igienici accessibili ed altri elementi che possono agevolare per tutti la fruizione di tali aree, può essere talora facilitato dalla presenza contigua di aree verdi e siti naturali non archeologici. In generale da un corretto studio dei luoghi non è impossibile tracciare degli itinerari accessibili a diversi gradi di difficoltà. Quando ci sono da superare dislivelli notevoli, come nel caso dei Fori Imperiali a Roma, l'inserimento di un collegamento verticale, è necessario per rendere accessibile l'area: l'uso di una piattaforma elevatrice, piuttosto che un ascensore, può minimizzare l'impatto ambientale.
  Ci sono molti interventi praticabili in un'area archeologica non volti ad abbattere barriere fisiche, ma a facilitare l'accesso alle informazioni, barriere invisibili che non hanno a che fare con le valenze storico-ambientali. Si pensi, per esempio, all'accessibilità per i disabili sensoriali: si può realizzare un sito internet accessibile ai non vedenti, che fornisca informazioni utili all'organizzazione di una visita particolare, o un piccolo spazio con modelli tridimensionali esplorabili tattilmente che riproducono gli edifici presenti nell'area. Studiando, quindi, itinerari di visita che prevedano la possibilità di toccare muri, oggetti e superfici, che abbiano rilevanza sotto il profilo tattile e confidando sulle potenzialità di comprensione dei luoghi con i sensi vicarianti, si possono rendere interessanti tali luoghi anche per chi non può vederli.
  Le tecnologie elettroniche ed informatiche possono stimolare soluzioni interessanti, come la possibilità di realizzare "sistemi informativi" interattivi, consultabili anche da persone con problemi sensoriali o di orientamento, che forniscono un ausilio durante il percorso di visita.

area archeologica dei Fori Imperiali a Roma - passerella per l'accesso facilitato

Area archeologica dei Fori Imperiali a Roma. Progetto per la realizzazione di una passerella per l'accesso facilitato ai disabili redatto da InCAS (Associazione Integrata Cultura Ambiente Sociale).

stralcio planimetrico del Progetto per l'accessibilità dell'Area Archeologica di Pompei

Stralcio planimetrico del "Progetto per l'accessibilità dell'Area Archeologica di Pompei" (Progetto Arch.tti M.Clemente e T.Empler, 1999)


 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

BIBLIOGRAFIA


- Antoninetti M., Un'oasi per tutti, Cooperativa Libraria Borgo Aquileia, Udine 1991.
- Argentin I., Clemente M., Empler T., La Città Ideale, in: "Paesaggio Urbano" n. 2/98, pp. 78-89.
- Astrua F., Progettazione e Barriere Architettoniche, Politecnico di Torino - Facoltà di Ingegneria, Dipartimento di Ingegneria dei Sistemi Edilizi e Territoriali, Torino 1992.
- Asuncion Garcia Lucerga M., El acceso de las personas deficientes visuales al mundo de los museos, ONCE, Madrid 1993.
- Balzani M., Arredo urbano e comfort ambientale. Rilievo e lettura dei percorsi e delle attrezzature funzionali, in: "Paesaggio Urbano" n. 2/95, pp. 34-46.
- Balzani M., Eliminazione delle barriere. Un progetto per un centro di piccole dimensioni, in: "AU Tecnologie" n. 6/92, pp. 86-87.
- Balzani M., Ipotesi e proposte per l'applicazione concreta della legislazione vigente per l'accessibilità e l'eliminazione delle barriere architettoniche, negli atti del "II Corso internazionale di formazione e informazione sull'uso degli ausili per l'handicap e per gente con bisogni particolari", a cura di F. Piro, Faenza 1992, pp. 361-365.
- Balzani M., La percezione del piano orizzontale: segno e disegno delle pavimentazioni, in: "Paesaggio Urbano" n. 3-4/92, pp. 65-69.
- Balzani M., Piani di adeguamento dei percorsi urbani utilizzabili da tutti, in: "Paesaggio Urbano" n. 5/92, pp. 92-103.
- Blanco G., Pavimentazioni in pietra, NIS, Roma 1994.
- Central Co-ordinating Committee for the Promotion of Accessibility (CCPT), European manual for an accessible built environment, IG-Nederland, Utrecht 1990.
- Cololegi d'Arquitectes de Catalunya, Enginyers Industrials de Catalunya, Codi d'accessibilitat de Catalunya, Associaió/Cololegi d'Enginyers Industrials de Catalunya, Catalunya 1999.
- Cooperativa Sociale Servizi Integrati, Linea di Orientamento Guida e Sicurezza. Guida alla Progettazione, Roma s.a.
- Davies T., Beasley K., Design for Hospitality, Nichols Publishing, New York 1988.
- Dipartimento di progettazione per il superamento delle barriere architettoniche, Progetti per il superamento delle barriere architettoniche, Tokio 1988.
- Direction on planning and design for accessibility for all, Accessible Outdoor Environment, Danish Standards Association, Charlottenlund 1997.
- Empler T., Accessibilità urbana in Olanda, in: "Paesaggio Urbano" n. 1/97, pp. 116-120.
- Empler T., Accessibilità urbana per le persone ipovedenti, in: "Paesaggio Urbano" n. 3/95, pp. 118-125.
- Empler T., Progettare il comfort urbano e d'interni, Maggioli Editore, Rimini 1997.
- Empler T., Rappresentazioni da esplorare, in: "XY, Dimensioni del disegno", n. 26, gen.-feb. 1996, pp. 61-67.
- Fantini L. (a cura di), Progettare la normalità, Regione Emilia-Romagna, Villa Verrucchio (Fo) 1992.
- Ferrovie dello Stato - Divisione Infrastruttura, Percorsi tattili per disabili visivi.
Linee Guida per la Progettazione, Roma 1999.
- Grosbois L.P., Araneda A., Critères d'Accessibilité aux Présentations du Musée National des Sciences et de l'Industrie, Rapport d'étude pour E.P., Parc de la Villette, Paris 1982.
- Grosbois L.P., Araneda A., Des visites confortables pour tous. Cahier des charges d'accessibilité aux personnes handicapées, Direction des Expositions Parc de la Villette, Paris 1992.
- Grosbois L.P., Handicap, Physique et Construction, èditions du Moniteur, Paris 1993.
- Hearing Concern, Environmental Aids for deaf and Hard of hearing People, The British Association of the Hard of Hearing, London s.a.
- Hughes J.F., Déficiences Visuelles et Urbanisme, èditions Jacques Lanore, Malakoff 1989.
- Infrabeheer Sector Gebouwen en Installaties, Richtlijnen toegankelijkheid NS-stations, Nederlandse Spoorwegen 1992.
- Laurìa A., La città e le persone con problemi di vista, in: "Paesaggio urbano" n. 1/93, pp. 105-114.
- Laurìa A., La pedonalità urbana, Maggioli Editore, Rimini 1994.
- Laurìa A., Linee guida per la realizzazione degli attraversamenti pedonali a raso, in: "Paesaggio urbano" n. 2/97, pp. 7-22.
- Laurìa A., Linee guida per la realizzazione dei raccordi tra marciapiedi e sedi stradali, in: "Paesaggio urbano" n. 2/96, pp. 16-31.
- Mastrantoni P., Un giardino per i cinque sensi, negli Atti del Convegno: "Giardini per incontrare la natura", ADUC, Roma 1991.
- Ministry of Transport and Public Works, Manual traffic provisions for people with a handicap, Road Safety Directorate, The Hague 1986.
- NDCS, Infra-red listening aids, The National Deaf Children's Society, Birmingham 1994.
- NDCS, Loop Systems, The National Deaf Children's Society, Birmingham 1993.
- NDCS, Personal Listening Aids, The National Deaf Children's Society, Birmingham 1994.
- NDCS, Telephone Amplifiers and Inductive Couplers, The National Deaf Children's Society, Birmingham 1994.
- ONCE, Accesibilidad en el medio fisico para personas con ceguera o deficiencia visual, Guias, Madrid 1994.
- Palfreyman T., Thorpe S., Designing for Accessibility, Centre for Accessible Environments, London 1993.
- Palfreyman T., Induction loops and infrared devices, in: "Access by Design", Centre for Accessible Environments, n. 54, January/April 1991, p.17-19.
- Petruccelli Umberto, Accessibilità e sicurezza dei sistemi di trasporto per gli utenti deboli, in: D.A.P.I.T. Ricerche, Numero Speciale "Progettazione senza barriere architettoniche e accessibilità urbana", Università degli Studi della Basilicata - Facoltà di Ingegneria, Potenza, 1985, pp. 56-71.
- Prestinenza Puglisi L., Progettare la sicurezza, NIS, Roma 1992.
- Regione Lombardia Settore Lavori Pubblici-Edilizia Residenziale, Ricerca dal titolo: Elaborazione di proposte tecniche per la progettazione delle aree verdi urbane e naturali accessibili a tutti, Milano 1991.
- Renard M., Surditè et Habitat, s.l., s.a.
- RNID, Aids to daily Living, The Royal National Institute for Deaf People, London 1993.
- RNID, Induction loops in public places, The Royal National Institute for Deaf People, London 1993.
- RNID, The loop system.
A guide for hearing aid users, The Royal National Institute for Deaf People, London 1993.
- Service Technique de l'Urbanisme, Les sourds et malentendants dans la ville, Les Editions du STU, Paris 1991.
- Shaw C., The needs of deaf people and hard of hearing- A personal viewpoint, negli atti del Seminario: Improving the Usability of Public Buildings for People with Sensory Impairments, Centre for Accessible Environments, London 1991.
- Stoduti G., L'uomo e la città, Edizioni Pro Juventute, Pozzolatico (FI) 1991.
- Thorpe S., Designing for people with sensory impairments, Access Committee for England, London 1986.
- Trinder E., Technical criteria of hearing assistence systems, negli atti del Seminario: "Improving the Usability of Public Buildings for People with Sensory Impairments", Centre for Accessible Environments, London 1991.
- Vescovo F., Accessibilità e barriere architettoniche, Maggioli Editore, Rimini 1990.
- Vescovo F. (a cura di), Progettare per tutti senza barriere architettoniche, Maggioli Editore, Rimini 1997.
- Vissac I., Habiter sans voir.
Etute sur l'architecture et nos sens, Ministere de l'Equipement, du Logement des Transports et de la Mer, Ecole d'Architecture de Clermont-Ferrand, Clermont-Ferrand 1991.
- "XY, Dimensioni del disegno", Numero monografico Il disegno oscuro, n. 26, gen.-feb. 1996.
- Welsh R., Blasch B., Foundations of orientation and mobility, American Foundation for the Blind, New York 1980.