SINTESI DELL’INTERVENTO DEL DOTT. MICHELE MEZZACAPPA
Il Dott. Michele
Mezzacappa, (Responsabile dell’Osservatorio Sociale della Regione
Toscana), in occasione del Convegno organizzato dall’Associazioni
Provinciali Invalidi Civili e Cittadini Anziani e dal Gruppo Consiliare
Progetto Altopascio; ha iniziato il suo intervento sottolineando che il nostro
sistema di Welfare si trova in una fase di rimodulazione, perciò l’importante è
avere una precisa e differenziata condizione dei bisogni, per fare politiche che
si concretizzino in interventi e servizi.
Continua il suo intervento affermando che: -) La struttura che dirige ha perso negli ultimi mesi molto tempo a calcolare le ricadute che la finanziaria comportano per il nostro bilancio. La Toscana ha ereditato un sistema di Welfare solido. Si è reso conto, partecipando alla Conferenza Tecnica delle Regioni in sede di Conferenza di Stato – Regioni, che ci dobbiamo ritenere fortunati, ma questo ci obbliga ad avere il dovere morale di migliorare. L’importante è programmare sapendo che dobbiamo innovare il sistema, focalizzando i loro interventi sulla questione disabilità, e non sul settore o categoria disabilità. Hanno messo in campo tutti gli accorgimenti per dare a tutti le stesse opportunità e servizi omogenei. L’aspetto fondamentale è di aumentare la sensibilità di tutti quelli che fanno parte del settore.
Spiega che la questione
disabilità deve essere affrontata sotto aspetti diversi:
Sono tre le macro aree di
intervento:
Ø Sviluppo
dell’assistenza domiciliare per i disabili ma anche per le famiglie dei
disabili:
cioè fino ad ora gli interventi erano tutti focalizzati sul disabile, ma l’intervento sul disabile ha un valore aggiunto se lo facciamo arrivare alla famiglia. L’obiettivo concreto che la Regione Toscana si è posto è quello dell’aumento del 10% delle risorse finalizzate a interventi sull’assistenza domiciliare per i disabili e per le loro famiglie, nell’arco del triennio.
Importante è che devono cambiare alcuni intendimenti, altrimenti rischiamo di avere un decremento per l’intero comparto dei servizi sociali, di circa 15-20 milioni di euro per la nostra regione.
Ø L’informazione, la mobilità, la casa e il trasporto agevolato:
quando parliamo di migliorare l’accessibilità dei disabili non significa solo togliere barriere fisiche, ma bisogna essere pienamente consapevolmente di ciò che il sistema pubblico e il terzo settore offre. Non si parla più di Welfare comunale, ma di gestione associata, e adozione di patti territoriali. L’informazione deve circolare, perciò l’obbiettivo giusto è quello di aumentare l’accessibilità attraverso la maggiore comunicazione.
Molto spesso, c’è la tendenza ad abbattere barriere architettoniche dove ci sono, ma è necessario fare un salto in avanti, quello di cominciare a parlare con chi progetta. Le barriere architettoniche per le strutture nuove non ci devono essere.
Nel programma di iniziativa Regionale che è stato approvato qualche mese fa, nell’ambito della mobilità, gli aspetti innovativi riguardano modalità di trasporto con autoveicoli adattati, utilizzo di taxi adattati alle persone disabili, e l’utilizzo della domotica. Inoltre, altro aspetto innovativo che la Regione ha potuto realizzare è quello della sperimentazione di un progetto sulla vita indipendente, attraverso una programmazione che non va dall’alto verso il basso ma viceversa.
Altro obiettivo raggiunto è quello che i tempi di attesa per l’invalidità civile sono diminuiti. La Regione interverrà anche per i minori disabili sostanzialmente con tre interventi: 1) favorendo corsi di formazione per insegnanti e docenti, 2) realizzazione di un progetto per l’utilizzo di strutture multimediali, 3) interventi di prevenzione cercando di contrastare abusi verso minori.
Ø Le risorse:
E’ stato investito nel triennio 2001 Euro 6200000; nel 2002 Euro 6260000; nel 2003 Euro 15500000.
L’Osservatorio
Sociale ha preso atto di alcuni dati di natura demografica il più importante è
dato dall’allungamento della vita e perdita dei genitori da parte dei disabili.
L’intervento dopo di noi. Intervento verso una maggiore autonomia anche quando
il disabile perde i genitori.
Quindi rispondere ai bisogni dando risposte concrete e appropriate.