Relazione Legge Regione Toscana del 2 maggio 1985, n. 42, “Iniziative dirette alla piena integrazione sociale dei soggetti colpiti da minorazioni psichiche e fisiche. Erogazione di provvidenze a favore delle associazioni ed enti di promozione tutela e assistenza agli invalidi; e integrazione dell’11 maggio 1991, n. 18 “Modificazioni ed integrazioni della L.R 42/85 "Iniziative dirette alla piena integrazione dei soggetti colpiti da minorazioni psichiche e fisiche, erogazione di provvidenze a favore delle Associazioni ed Enti di promozione, tutela ed assistenza agli invalidi".

Sviluppo della normativa  secondo il PISR 2002-2004 previsto dalla Legge 72 del 1997.

 

A cura della Dott.ssa Pieretti Francesca

 

La Regione Toscana ai sensi della L.R n. 42/85 e L.R 18/91 finanzia con contributi annuali, Enti e Associazioni che attuano iniziative dirette alla piena “integrazione” sociale dei soggetti colpiti da minorazioni fisiche e/o psichiche che necessitano di particolari esigenze.

La legge n. 18, dell’11 maggio 1991 prevede che tali associazioni siano ammesse a far parte della Consulta costituita ai sensi della legge 9 aprile 1985, n. 32, e successive modificazioni. Gli Enti e le associazioni per poter ottenere contributi devono presentare entro il 31 Ottobre di ogni anno alla Giunta Regionale il programma delle attività per l’anno successivo con il relativo piano finanziario dove si possa desumere le spese che tali enti prevedono di affrontare per lo svolgimento delle attività istituzionali e un rendiconto entro il 31 marzo di ogni anno delle attività svolte l’anno precedenti.

La legge n. 18 del 1991 individua i criteri per l’assegnazione dei contributi.

La quota viene così ripartita:

ü      una quota pari al 40% viene assegnata alle associazioni ed enti per la loro attività istituzionale;

ü      L’altro 40% da assegnare ai soggetti aventi diritto per la realizzazione di progetti che favoriscano la piena integrazione sociale dei portatori di handicap.

La legge sottolinea l’importanza di programmi di preformazione professionale, di inserimento lavorativo in modo da sperimentare nuove soluzioni cercando di favorire la comunicazione e l’autonomia dei soggetti sopra indicati.

Altre significative indicazioni che la legge regionale evidenzia riguardano la programmazione di tutte quelle azioni volte all’educazione e all’istruzione sanitaria per promuovere un’azione socio – sanitaria permanente e per la elaborazione di proposte volte ad agevolare la piena e concreta attuazione del diritto allo studio.

ü   L’altro 20% viene destinato alle associazioni ed enti aventi diritto, che risultino svantaggiati nella utilizzazione di prestazioni volontarie dei propri associati e presentino particolari difficoltà dovute al tipo di minorazione dei soggetti.

Gli enti aventi diritto devono sia rispondere con adempimenti integrativi alla Regione in riferimento agli assistiti, sia dimostrare disponibilità alla collaborazione con le Unità Sanitarie Locali per forme di censimento sui cittadini disabili dei comuni della Toscana.

 

Questa legge Regionale che ha subito un forte riordino con la successiva legge  72/97 “Organizzazione e promozione di un sistema di diritti di cittadinanza e pari opportunità: riordino dei servizi socio - assistenziali e socio – sanitari”, individua nel Piano di Zona lo strumento fondamentale attraverso il quale i Comuni con il concorso di tutti i soggetti attivi nella progettazione disegnano il sistema integrato di interventi e servizi sociali con riferimento agli obiettivi strategici, agli strumenti realizzativi e alle risorse da attivare.

La zona socio - sanitaria a cui alla legge 8 marzo 2000, n. 22, “Riordino dell’organizzazione del servizio sanitario regionale” è individuata come ambito territoriale con il quale a tutela dei diritti della popolazione i Comuni realizzano una programmazione di sistema integrato di servizi e prestazioni sociali, d’intesa con l’azienda sanitaria locale, enti pubblici presenti e Provincia.

All’interno del Fondo Sociale è individuata una quota riservata al sostegno dei progetti di “Toscana sociale”; relativa all’attuazione di azioni strategiche, innovative, di buone pratiche nei settori prioritari indicati nel PISR 2002 - 2004 anche in collaborazione con il terzo settore.

 

Gli obiettivi che dobbiamo perseguire possono essere sintetizzati secondo il PIRS nell’efficacia degli interventi partendo proprio dai bisogni, e nella quantificazione del sistema di offerta e il suo riequilibrio territoriale.

Alla luce delle considerazioni appena evidenziate la Regione nel piano di interventi di 2002 - 2004 da priorità al sostegno di attività di cura domiciliare, di assistenza personale per anziani e non autosufficienti tramite il potenziamento e la riqualificazione delle attività, la sperimentazione di servizi accreditati con erogazione di titoli per l’acquisto di prestazioni. Inoltre, la Regione Toscana in questo periodo di riferimento è orientata a sostenere la realizzazione di strutture residenziali e semiresidenziali.

 

Nel piano integrato sociale regionale 2002 - 2004  tra le priorità ci sono proprio i cittadini disabili in età evolutiva e in età adulta soprattutto per quanto riguarda il “dopo di noi”, la mobilità, i trasporti  e l’aiuto alla persona.

 

La legge 72/97 è andata ben oltre le precedenti leggi della Regione Toscana che si limitavano a concedere contributi per particolari esigenze dei soggetti disabili, in quanto ha delineato dei percorsi istituzionali attuativi della riforma dettata dai decreti “Bassanini”, con essa abbiamo avuto la valorizzazione del “protagonismo” dei livelli istituzionali, e inoltre, è  stato promosso il ruolo degli Enti Locali, in particolare dei Comuni titolari di competenze in materia socio - assistenziale.

L’analisi dei “bisogni” ha dimostrato che la percezione dei diritti di cittadinanza è mutata in conseguenza  della aumentata complessità del nostro sistema sociale e della crescita delle aspettative relative alla qualità della vita che pongono la necessità di qualificare e accrescere i servizi  e ottimizzare le risorse necessarie per il sistema.

 

Dott.ssa Pieretti Francesca