PERSONE CON DISABILITA’

 

Il Ministero del lavoro e delle politiche sociali anche in attuazione degli obiettivi posti nel corso dell’Anno europeo delle persone con disabilità nonché degli ulteriori traguardi indicati per assicurare un adeguato follow up, ha posto un impegno rilevante sulle problematiche e sugli ostacoli di diversa natura che queste e le  loro famiglie incontrano per la piena integrazione socio-lavorativa. Tale impegno è stato testimoniato a livello internazionale con il premio “Franklin Delano Roosevelt Disability Award” assegnato all’Italia il 17 novembre 2003 per aver favorito la tutela e la promozione dei diritti dei cittadini disabili contro ogni forma di discriminazione migliorando quindi le loro condizioni di vita,  e costituendo, dunque, un esempio da imitare da parte delle altre nazioni; inoltre, nella motivazione ufficiale dell’assegnazione del premio, è stato evidenziato come la legislazione italiana nel corso degli anni, oltre ad aver favorito l’inserimento di tali persone nel sistema scolastico e nel mondo del lavoro, abbia stimolato e sostenuto iniziative locali dirette a agevolare la partecipazione delle persone con disabilità alle attività sportive, culturali e ricreative, promuovendone l’autonomia. Il riconoscimento, peraltro, ha costituito un incentivo a proseguire il percorso tracciato, sviluppando gli interventi nel settore. In questa prospettiva, si colloca il progetto sperimentale avviato dal Ministero del Lavoro e delle politiche sociali, diretto ad introdurre in Italia – fra i primi paesi al mondo - la Classificazione Internazionale del Funzionamento, della Disabilità e della Salute (ICF) elaborata dall’Organizzazione Mondiale della Sanità, in vista di una effettiva integrazione delle persone disabili. La nuova classificazione, nel riconoscere che ogni persona in qualsiasi momento della propria vita può trovarsi in una condizione di disabilità per motivi di salute ", chiarisce il ruolo fondamentale dell’ambiente nel determinare la disabilità, superando l’approccio esclusivamente medico, ma guardando piuttosto alle abilità della persona ed agli handicap generati dal contesto.. Sostanzialmente, le persone disabili non saranno più valutate soltanto in relazione al proprio stato di salute e alle cose che non sono in grado di fare, ma in base alle loro capacità e in connessione alle condizioni ambientali e sociali.

 

Inoltre, per ampliare lo spettro di opportunità professionali in favore delle persone con disabilità, è in fase di realizzazione un progetto sperimentale per individuare modalità di attuazione e di efficace integrazione della normativa in materia di inserimento lavorativo (l. 68/99) con le disposizioni contenute nella riforma Biagi in materia di occupabilità delle categorie svantaggiate.

 

Anche gli interventi in questo ambito sono stati distinti a seconda che fossero destinati a soggetti autosufficienti o meno. Nel primo caso, infatti, si è trattato di predisporre una serie di strumenti volti a consentire alle persone disabili di esprimere a pieno le proprie potenzialità sia nel contesto lavorativo che nella vita di relazione. Nelle situazioni di non autosufficienza si sono rese necessarie, tra l’altro, appropriate azioni di sostegno in favore dei nuclei familiari chiamati a svolgere, quotidianamente, compiti spesso gravosi di cura ed assistenza; ciò in base ad un’ottica che, per essere fondata su un profondo senso di solidarietà, configura la non autosufficienza come una questione rispetto alla quale la società nel suo complesso deve assumersi le relative responsabilità. Uno stanziamento di 15 milioni di euro è stato reso disponibile per il finanziamento di progetti innovativi e sperimentali relativi a piani di azione a valenza socio-assistenziale, con particolare riguardo alle strutture di accoglienza per persone con handicap grave  prive di adeguata assistenza familiare; con tale iniziativa, denominata “dopo di noi”, si è inteso favorire condizioni di maggior autonomia e di vita indipendente delle persone. Le strutture in via di finanziamento risultano essere 53.

Di particolare rilievo risulta la figura dell’amministratore di sostegno, recentemente prevista dalla legge, per l’assistenza delle persone che non siano in grado di provvedere, anche temporaneamente, ai propri interessi a causa di minorazioni fisiche o psichiche, senza la necessità di ricorrere all’interdizione.

 

In coerenza con le indicazioni fornite dalle Istituzioni europee nonché con gli impegni assunti a livello nazionale, grande attenzione è posta anche ai temi dell’accessibilità, quale pre-requisito essenziale per l’integrazione sociale e quindi per il pieno godimento dei diritti di cittadinanza. In particolare : l’accessibilità alle ITC ed all’ambiente. Quanto al primo punto il Ministero ha assicurato il proprio contributo alla definizione della legge n. 4/2004 e del successivo schema di regolamento recante “Disposizioni per favorire l'accesso dei soggetti disabili agli strumenti informatici”. Il Ministero inoltre ha sostenuto la realizzazione di alcuni progetti in questo ambito, tra cui quello relativo al Portale SIVA sulla tecnologia assistiva.

Quanto al secondo aspetto il Ministero ha fortemente collaborato alla realizzazione della Prima Conferenza Nazionale sull’abbattimento delle barriere architettoniche (maggio 2004) e partecipa ai lavori delle Commissioni all’uopo istituite.

Determinante è infine l’apporto assicurato in sede europea  ed internazionale su  queste tematiche, come ad es.  in occasione dei lavori per la messa a punto di una convenzione ONU sui diritti delle persone con disabilità.

Infine, si sottolinea che il 13 febbraio 2004 è stato costituito, a Milano, l’Osservatorio nazionale sui disabili, con l’obiettivo di diffondere le esperienze più interessanti delle associazioni, di sostenere le attività di riabilitazione con il coinvolgimento dell’Inail e di monitorare la spesa sociale in questo settore.

 

Fonte: www.gov.it